Le vertigini a letto, o più precisamente la vertigine parossistica posizionale (VPP), sono un disturbo benigno legato allo spostamento degli otoliti, piccoli cristalli presenti nell’orecchio interno che regolano l’equilibrio. Quando questi cristalli si muovono dai loro canali naturali, i movimenti della testa possono provocare una sensazione intensa e improvvisa di rotazione. La diagnosi si basa su specifiche manovre cliniche che permettono di individuare il lato e il canale coinvolto. Il trattamento prevede manovre liberatorie; i farmaci sono indicati solo in casi selezionati. Le vertigini tendono a risolversi in pochi giorni, ma è sempre consigliato il consulto medico per una valutazione accurata.
La sensazione provocata dalle vertigini a letto è molto spiacevole. Questo disturbo, non grave ma piuttosto fastidioso, prende il nome di vertigine parossistica posizionale e deriva da un’alterazione di una zona interna dell’orecchio: il labirinto.
In genere viene avvertita quando ci si sdraia a letto o quando si cambia posizione, per esempio spostandosi su un lato, proprio perché il movimento del capo comporta una sollecitazione del labirinto infiammato.
In questo articolo vediamo di cosa si tratta, quali possono essere le cause che provocano le vertigini a letto e quali rimedi possono alleviarle.
Perché vengono le vertigini a letto?
La vertigine parossistica posizionale (VPP) è un disturbo dell’orecchio interno legato al funzionamento del labirinto vestibolare, la struttura che regola equilibrio e orientamento nello spazio.
Si tratta di una condizione benigna, ma molto fastidiosa: nasce dalla stimolazione anomala dei canali semicircolari, piccole strutture del labirinto responsabili della percezione dei movimenti della testa. Quando ci si sdraia o si ruota il capo, questi canali possono essere sollecitati in modo scorretto, dando origine alla caratteristica sensazione di “giramento”. Il meccanismo alla base di questo fenomeno è lo spostamento degli otoliti, minuscoli cristalli presenti in due organi, l’utricolo e il sacculo, che normalmente aiutano l’organismo a percepire la gravità. Se i cristalli si muovono dalla loro sede naturale all’interno dei canali semicircolari, interferiscono con i sensori ciliati e con il flusso di linfa che regola l’equilibrio.
Il risultato è una stimolazione errata del labirinto che il cervello interpreta come un movimento rotatorio improvviso, generando la vertigine. Non a caso gli otoliti vengono chiamati anche “sassolini”, proprio per la loro consistenza calcifica: quando si spostano, producono un segnale ingannevole che scatena il disturbo.
Le vertigini a letto compaiono dunque quando i movimenti della testa inducono il movimento dei cristalli, alterando il normale equilibrio e provocando la sensazione di rotazione.
La vertigine parossistica posizionale è più frequente con l’avanzare dell’età e, negli anziani, può compromettere in modo significativo l’equilibrio, aumentando il rischio di cadute e relativi traumi.
Spostamento degli otoliti: quali sono le cause?
L’alterazione del labirinto vestibolare e degli otoliti può dipendere da diverse condizioni:
- infezioni all’orecchio, come le otiti, che provocano proliferazioni batteriche e presenza di liquido all’interno dei canali, rendendo così possibile lo spostamento degli otoliti
- trauma alla testa, che può quindi portare all’urto dei “sassolini”
- chirurgia all’orecchio, che modifica l’assetto interno
- riposo prolungato in posizione orizzontale, che altera lo stato naturale degli elementi nei canali
- altre patologie all’orecchio, come la sindrome di Ménière, una malattia che provoca vertigini ricorrenti
- possibile blocco di un’arteria nell’orecchio interno, che provoca occlusioni e cambiamenti dello stato dei canali.

Vertigini a letto: quali sono i sintomi?
La vertigine parossistica posizionale viene avvertita molto chiaramente a letto: è la posizione orizzontale dell’orecchio, infatti, insieme ai movimenti del capo, a sollecitare questa zona dell’orecchio.
La principale caratteristica della vertigine è il senso di rotazione del proprio corpo rispetto all’ambiente circostante: chi ne soffre ha la sensazione di trovarsi su una giostra e avverte un movimento anche degli oggetti circostanti. Queste sensazioni durano, solitamente, pochi secondi, ma sono di elevata intensità. Spesso possono spaventare, specialmente se accompagnate da nausea, vomito, sudorazione fredda e palpitazioni.
Le vertigini compaiono nel momento della mobilitazione del capo e scompaiono, invece, se si tiene la testa immobile.
Come viene diagnosticata la vertigine parossistica posizionale?
Quando compaiono episodi di vertigini a letto, è opportuno rivolgersi al medico curante, che valuterà se il disturbo sia legato a un’alterazione del labirinto oppure a condizioni di altra natura. La diagnosi della vertigine parossistica posizionale si basa su manovre cliniche specifiche, pensate per riprodurre in modo controllato la vertigine e capire in quale canale dell’orecchio si siano spostati gli otoliti.
Durante la visita, al paziente viene chiesto di compiere alcuni movimenti della testa: questi cambiamenti di posizione permettono di valutare la funzione labirintica e, in particolare, la comparsa del nistagmo, un movimento involontario e caratteristico degli occhi che indica un deficit dell’equilibrio.
Analizzando le caratteristiche del nistagmo, lo specialista può individuare:
- da quale lato (destro o sinistro) si è verificato il distacco degli otoliti
- in quale canale semicircolare sono finiti i cristalli responsabili del disturbo.
Queste informazioni consentono di confermare la diagnosi di vertigine posizionale.
Cosa fare quando gira la testa da sdraiati?
In generale, le vertigini a letto rientrano dopo pochi giorni dalla loro comparsa, tuttavia, il consiglio è sempre quello di rivolgersi in ogni caso a un medico, per decidere insieme le migliori modalità di intervento.
Per la vertigine parossistica posizionale non esiste una una vera e propria cura, ma è possibile intervenire con manovre liberatorie, come la manovra di Epley, che aiutano a riportare gli otoliti nella loro sede naturale e a ristabilire il corretto equilibrio del labirinto.
In alcuni casi, lo specialista può suggerire di riprodurre alcuni movimenti anche a casa, per favorire il riallineamento dei cristalli anche nei giorni successivi. Solo raramente viene indicata una terapia farmacologica – ad esempio con meclizina o benzodiazepine – per dare sollievo immediato.
Quanti giorni durano le vertigini da otoliti?
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Le domande più frequenti dei pazienti
Quanto durano gli episodi di vertigine?
Gli episodi di vertigini sono in genere brevi, durano pochi secondi.
Le manovre liberatorie fanno male?
No, possono provocare una breve sensazione di vertigine durante l’esecuzione, ma sono sicure e molto efficaci quando effettuate da personale qualificato.
I farmaci sono sempre necessari?
No, i farmaci vengono utilizzati solo per alleviare i sintomi più fastidiosi nell’immediato.
Cosa evitare nei giorni in cui le vertigini sono più intense?
Quando le vertigini sono particolarmente fastidiose, può essere utile evitare movimenti rapidi della testa e alzarsi dal letto con calma, per ridurre il rischio di perdere l’equilibrio. Dormire con un cuscino un po’ più alto aiuta a limitare i cambi di posizione bruschi.


1 commento
Salve.
Esattamente, proprio così. Questi giorni ho avuto i sintomi senza motivo apparente. Il medico curante “NISBA” non ha capito niente, invece Il medico specialista ORL mi ha prescritto Arlevertan cpr, dopo avermi diagnosticato con la seguente descrizione “LITIASI del C.S.P DX”. Di notte e la mattina continuano i sintomi e la mia paura è che continuassero a lungo. Credetemi, è una situazione quasi invalidante. Mi sono dovuto fermare per alcuni giorni e mi sono messo in malattia forzata. Per me la malattia non è così facile, faccio presente che dopo gli ultimi 11 anni di lavoro è la prima vola che mi fermo per malattia. Penso che avrei bisogno delle manovre liberatorie, poiché i sintomi, anche se meno frequenti, continuano. Per prima volta l’ho avertito il giorno 02/01/2020 ed oggi ne abbiamo 11/01/2020.
grazie
grazie