Giovane uomo che avverte dolore al ginocchio durante una sessione di stretching al parco cittadino

Intervento al menisco: quando è necessario?


L’intervento al menisco è uno dei trattamenti principali in caso di lesione di questa struttura del ginocchio. Si rende necessario soprattutto nei pazienti più giovani o in caso di lesioni acute e severe che compromettono la funzionalità dell’articolazione. La riabilitazione è fondamentale per recuperare mobilità e forza muscolare, con tempi che variano in base al tipo di intervento. La ripresa delle attività e dello sport deve essere graduale e monitorata da specialisti, mentre alcune buone pratiche – come il rinforzo muscolare e un allenamento strutturato – possono contribuire alla prevenzione.

La rottura del menisco è una delle lesioni più frequenti a carico del ginocchio, un’articolazione fondamentale per la stabilità e per l’assorbimento dei carichi durante i movimenti quotidiani. Può verificarsi in seguito a torsioni improvvise o traumi diretti – spesso durante l’attività sportiva – oppure come conseguenza di un processo degenerativo legato all’età e all’usura articolare.

Quando il menisco si rompe, dolore, gonfiore e limitazione dei movimenti possono compromettere in modo significativo la funzionalità del ginocchio. Per questo intervenire in tempi adeguati è determinante.

L’intervento al menisco, oggi eseguito con tecniche mininvasive, consente di riparare o rimuovere la porzione danneggiata, favorendo un recupero più rapido e una migliore protezione dell’articolazione nel lungo periodo.

Approfondiamo in quali casi si rende necessario, in cosa consiste e cosa prevede la fase di riabilitazione.

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Tipi di lesioni al menisco e diagnosi

Il menisco è una struttura fibrocartilaginea situata tra il femore e la tibia. La sua funzione è ammortizzare i carichi tra le due ossa durante la stazione eretta e nei movimenti, come durante l’esercizio sportivo.

Le lesioni meniscali si manifestano in diverse forme, come lacerazioni longitudinali, radiali, orizzontali o a “manico di secchio”. Il dolore è il sintomo principale, accompagnato da gonfiore, rigidità, blocco articolare e difficoltà nei movimenti. L’estensione completa del ginocchio, per esempio, è impedita dalla presenza del frammento meniscale interposto tra tibia e femore.

La diagnosi parte dall’anamnesi, utile a ricostruire l’insorgenza dei sintomi, e prosegue con un esame clinico mirato a valutarne caratteristiche e intensità. Nella maggior parte dei casi comporta inoltre una risonanza magnetica (RM), che permette di confermare l’eventuale rottura del menisco e di definirne l’estensione.

Quando è necessario operarsi al menisco?

La terapia per una lesione del menisco varia in base alla tipologia e alla gravità dell’infortunio e all’età del paziente.

Nel caso in cui la lesione sia lieve, può essere sufficiente un trattamento conservativo basato su riposo, applicazione di ghiaccio o farmaci su indicazione medica o fisioterapia. Si tratta di un’opzione perlopiù palliativa, dal momento che il menisco – scarsamente vascolarizzato – guarisce soltanto in un’area circoscritta. Viene perseguita perlopiù in pazienti con più di 50 anni.

In presenza di lesioni acute e severe o resistenti a terapia conservative, il trattamento è chirurgico. La chirurgia è la terapia d’elezione specialmente nei pazienti più giovani. Fino ai 40-45 anni, le lesioni meniscali, infatti, determinano sempre un problema meccanico all’interno del ginocchio, oltre al dolore, con ricadute importanti sulle prestazioni sportive. Se non trattate, inltre, possono provocare lesioni cartilaginee che possono evolvere in artrosi precoce del ginocchio.

Intervento al menisco: come avviene?

L’intervento al menisco viene eseguito nella maggior parte dei casi in artroscopia, una tecnica chirurgica mininvasiva che utilizza un artroscopio, uno strumento di pochi millimetri di diametro dotato di una microcamera. Grazie alle immagini ingrandite proiettate su un monitor, il chirurgo può esplorare in dettaglio la cavità articolare e trattare la lesione senza ricorrere a incisioni estese.

Le opzioni di intervento sono due:

  • meniscectomia, vale a dire la rimozione della parte danneggiata
  • sutura meniscale, ovvero la riparazione della lesione.

La scelta dipende da fattori come il tipo di rottura, l’età del paziente e il suo livello di attività. La sutura è preferibile quando possibile, poiché preserva il menisco e la sua funzione.

Quanti giorni ci vogliono per camminare dopo un’operazione al menisco?

I tempi di recupero per riprendere a camminare possono variare a seconda della tecnica chirurgica utilizzata e del tipo di lesione trattata:

  • in caso di meniscectomia, ovvero la rimozione della parte danneggiata, si può tornare a camminare già dopo pochi giorni
  • quando viene eseguita una sutura meniscale, che richiede tempi di guarigione più lunghi per permettere al tessuto di consolidarsi, è necessario utilizzare le stampelle per alcune settimane.

Quali sono i tempi di riabilitazione dopo un intervento al menisco?

La riabilitazione è fondamentale per recuperare la piena funzionalità del ginocchio. Il programma, personalizzato in base al tipo di intervento e alla gravità della lesione, mira a ridurre dolore e gonfiore, migliorare la mobilità e ripristinare la forza muscolare.
Dopo due o tre giorni di riposo iniziale, l’obiettivo è favorire quanto prima una mobilizzazione dell’articolazione, inserendo esercizi mirati già nella prima settimana. A partire dalla seconda settimana si passa al rinforzo muscolare e alla ripresa progressiva del carico sul ginocchio.

Sono previsti piani di ripresa più cauti dopo interventi di sutura o trapianto, che richiedono una protezione maggiore dei tessuti riparati o sostituiti. Anche la sede della lesione incide sul recupero: quelle del menisco interno tendono a prevedere percorsi più rapidi rispetto alle lesioni del menisco esterno, spesso più complesse.

Nelle prime fasi è sempre bene farsi seguire da fisioterapisti esperti, che indicheranno gli esercizi da eseguire, in palestra e a casa. Esercizi di fisioterapia, inclusi quelli propriocettivi, sono essenziali per la stabilità articolare.
In alcuni casi, come supporto nella riabilitazione post intervento al menisco o in caso di artrosi, può essere iniettato nel ginocchio acido ialuronico, componente naturale del liquido sinoviale, per ridurre dolore e gonfiore e migliorare la lubrificazione articolare.
La riabilitazione post intervento al menisco richiede impegno e pazienza, ma è essenziale per un recupero completo. Seguendo le indicazioni degli specialisti, è possibile tornare alle attività quotidiane e sportive. Uno stile di vita sano, con dieta equilibrata e riposo adeguato, favorisce la guarigione.

Dopo quanto tempo si può riprendere a fare sport?

Il ritorno allo sport dopo l’intervento al menisco deve essere graduale e supervisionato da medico e fisioterapista. Riprendere l’attività troppo presto può compromettere infatti la guarigione e aumentare il rischio di recidive. I tempi di ripresa dipendono dal tipo di intervento, dalla risposta individuale alla riabilitazione e dal livello di attività praticato in precedenza.

È fondamentale attenersi alle indicazioni degli specialisti, gestire correttamente dolore e gonfiore con le terapie prescritte e ascoltare il proprio corpo.

Indicativamente, la corsa può essere ripresa dopo circa 3-4 settimane, mentre per gli sport di contatto o ad alta sollecitazione è spesso necessario attendere 4–6 settimane, sempre valutando i progressi ottenuti durante la riabilitazione.

Giovane uomo che pratica fisioterapia in seguito alla rottura del menisco durante un’attività sportiva

Un programma di fisioterapia personalizzato è essenziale dopo una rottura del menisco per ridurre il dolore e migliorare la mobilità.

Prevenzione delle lesioni al menisco

Prevenire le lesioni al menisco non è sempre possibile, poiché, come si è visto, dipendono spesso da fattori come traumi improvvisi o movimenti imprevisti.
In generale, per ridurre il rischio di rottura è utile osservare alcune buone pratiche:

  • un adeguato riscaldamento prima dell’attività fisica
  • il rinforzo dei muscoli di coscia e polpaccio
  • l’utilizzo di calzature appropriate
  • l’attenzione a evitare torsioni o movimenti bruschi

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Uomo che ritorna ad eseguire attività fisica dopo un completo recupero dall’intervento al menisco

Un programma di recupero ben strutturato è fondamentale dopo un intervento al menisco per garantire la piena funzionalità del ginocchio

Le domande più frequenti dei pazienti

Tutte le lesioni del menisco richiedono un intervento chirurgico?

No. Le lesioni lievi o degenerative possono essere gestite con trattamenti conservativi a base di riposo, ghiaccio, farmaci prescritti e fisioterapia. L’intervento è indicato quando la lesione è acuta e compromette la funzionalità dell’articolazione e quando il paziente è giovane e attivo.

Qual è la differenza tra meniscectomia e sutura meniscale?

La meniscectomia prevede la rimozione della parte danneggiata del menisco, mentre la sutura meniscale la sua riparazione. La sutura è preferibile quando possibile perché conserva la struttura e la funzione del menisco, riducendo il rischio di artrosi futura.

Quando si può tornare a camminare dopo l’operazione?

Dopo una meniscectomia è possibile camminare già nei giorni successivi. Dopo una sutura meniscale è necessario utilizzare le stampelle per alcune settimane per proteggere il tessuto in guarigione.

Quanto dura la riabilitazione?

Il recupero varia da persona a persona. Inizia con esercizi di mobilizzazione nei primi giorni, seguiti da rinforzo muscolare e progressivo aumento del carico. I tempi sono più lunghi in caso di sutura o trapianto meniscale.

Glossario informativo

Menisco: struttura fibrocartilaginea a forma di C presente nel ginocchio che funge da ammortizzatore e stabilizzatore dell’articolazione.
Artroscopia: tecnica chirurgica mininvasiva che utilizza un piccolo strumento ottico (artroscopio) per visualizzare e trattare le articolazioni.
Meniscectomia: intervento chirurgico di rimozione parziale o totale del menisco danneggiato.
Sutura meniscale: procedura chirurgica per riparare una lesione del menisco attraverso l’uso di punti di sutura.
Propriocezione: capacità del corpo di percepire la propria posizione nello spazio e i movimenti articolari.
Acido ialuronico: sostanza naturalmente presente nel liquido sinoviale delle articolazioni, con funzioni lubrificanti e ammortizzanti.
Artrosi: malattia degenerativa delle articolazioni caratterizzata dalla progressiva usura della cartilagine articolare.
Risonanza magnetica (RM): tecnica diagnostica non invasiva che utilizza campi magnetici per produrre immagini dettagliate delle strutture interne del corpo.

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