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Sterilizzazione del cane: di cosa si tratta e quali sono i pro e i contro?


La sterilizzazione del cane è un intervento chirurgico che serve a prevenire la riproduzione. Nelle femmine consiste generalmente nell’asportazione delle ovaie (ovariectomia) o di ovaie e utero (ovarioisterectomia), mentre nei maschi si parla più correttamente di castrazione, che prevede la rimozione dei testicoli o, più raramente, la vasectomia o la castrazione chimica. Si tratta di un’operazione comune e ben tollerata, che richiede tuttavia una valutazione attenta insieme al veterinario, considerando età, taglia e condizioni di salute dell’animale. L’intervento può avere benefici, come la prevenzione di cucciolate indesiderate e alcune patologie, ma può anche comportare cambiamenti fisici (sovrappeso o incontinenza nelle femmine) o comportamentali (specialmente nei maschi) e, secondo alcuni studi, esporre ad alcuni tipi di tumore. Il recupero post-operatorio è solitamente rapido e, con le giuste attenzioni, il cane può tornare alle normali attività nel giro di pochi giorni.

La sterilizzazione del cane è uno degli interventi chirurgici più eseguiti. A richiederlo sono soprattutto i proprietari delle femmine, quasi sempre con l’intenzione di evitare gravidanze indesiderate dell’animale.

Nonostante si tratti di un’operazione abbastanza semplice e collaudata, sono in molti a interrogarsi sulle questioni che lascia aperte: a che età è meglio sottoporre l’animale a questo intervento? A quali rischi si va incontro? E soprattutto, è giusto farlo?

Per approfondire l’argomento abbiamo consultato la dottoressa Chiara Caruso, che si occupa di medicina interna presso il Centro Veterinario Torinese.

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Sterilizzazione del cane: di cosa si tratta? Quali sono i pro e i contro?

Nel linguaggio comune, si utilizza il termine sterilizzazione per indicare l’intervento cui si sottopongono animali di sesso femminile e maschile per evitare l’accoppiamento sessuale, e quindi nuove nascite. Tuttavia, è più corretto parlare di sterilizzazione per la femmina e castrazione per il maschio, poiché si tratta di due operazioni differenti, con due diverse denominazioni scientifiche.

Lo scopo principale di questo tipo di intervento è, come detto, il controllo delle nascite, ma la sterilizzazione può avere anche altre implicazioni che meritano di essere considerate.

Da un lato, può ridurre il rischio di:

  • cucciolate indesiderate
  • randagismo
  • gravidanze isteriche
  • malattie mammarie, vaginali e uterine
  • tumore venereo trasmissibile, una neoplasia trasmessa durante l’accoppiamento.

Dall’altro, secondo molti, si tratta di un intervento contro natura che potrebbe comportare:

Per questo motivo, la decisione di sterilizzare o meno il cane dovrebbe essere presa valutando i benefici e i possibili effetti collaterali, insieme al veterinario di fiducia.

Sterilizzazione del cane femmina: caratteristiche dell’operazione

La sterilizzazione del cane femmina non è un’operazione complicata, seppur più invasiva rispetto alla castrazione del maschio, poiché interessa la cavità addominale dell’animale.

Nel caso delle cagne, l’intervento si svolge in anestesia totale, e può consistere in:

  • asportazione delle ovaie (ovariectomia)
  • rimozione contemporanea delle ovaie e dell’utero (ovarioisterectomia).

In cagne molto giovani è sufficiente l’asportazione delle ovaie, che è l’intervento più diffuso. Al contrario, quando l’animale ha avuto diversi cicli estrali, si preferisce rimuovere anche l’utero.

cane in sala operatoria

alexsokolov/gettyimages.it

In cosa consiste la sterilizzazione del cane maschio?

La castrazione del cane maschio è un intervento più semplice: avviene anch’esso in anestesia totale e prevede in genere l’asportazione dei testicoli (orchiectomia).

Oltre all’orchiectomia, ci sono altre due modalità meno utilizzate per castrare il cane maschio:

  • vasectomia (o deferentectomia), intervento con il quale si chiudono i dotti deferenti che trasportano gli spermatozoi dai testicoli verso l’esterno. Questa procedura rende il cane sterile, ma non inibisce la produzione dello sperma, che può quindi fuoriuscire: è importante sapere che, per circa un mese, il cane può rimanere fertile, e bisognerà quindi prestare attenzione
  • castrazione chimica, che prevede la somministrazione di un farmaco (la deslorelina) che inibisce la produzione di testosterone. In caso di castrazione chimica, il cane è non-fertile da sei settimane fino a sei mesi dopo l’intervento. Dopodiché, sarà necessario ripetere l’iniezione. La castrazione chimica permanente del cane esiste, ma in Italia è ancora poco diffusa: si tratta di iniettare una miscela di arginina e zinco gluconato direttamente nei testicoli che renderà il cane sterile a partire da due mesi dopo l’intervento.
cane operato dal veterinario

olovedog/gettyimages.it

Quanto costa sterilizzare (o castrare) il cane?

Diversi fattori influiscono sul costo dell’intervento, in particolare:

  • sesso del cane: come accennato, la sterilizzazione della femmina è una procedura più elaborata, motivo per cui il costo può essere maggiore
  • peso dell’animale
  • tipo di anestesia scelta.

Nella valutazione dei costi vanno considerate anche le spese che si devono sostenere per acquistare farmaci per il recupero post-operatorio e dispositivi sanitari, come il collare elisabettiano e le tutine chirurgiche per evitare che il cane si gratti.

Volendo dare un’indicazione di massima, si può segnalare che:

  • la sterilizzazione di un cane femmina di taglia piccola può costare circa 150-200 euro, di taglia grande circa 250-300 euro
  • il prezzo della castrazione di un animale maschio si aggira intorno ai 120-150 euro se di piccole dimensioni, e sui 200 euro se di grandi.

Cosa succede dopo la sterilizzazione del cane?

La sterilizzazione è un intervento semplice e ben tollerato dal cane: facilmente gestibile è anche la fase post-operatoria.

Ecco alcune indicazioni per gestire al meglio questo momento:

  • qualche ora dopo l’intervento il cane inizia a camminare e, nell’arco delle 24-48 ore successive all’intervento, riprende a nutrirsi e le funzioni fisiologiche tornano alla normalità
  • per qualche giorno l’animale sarà più tranquillo del solito, e si alzerà e si siederà con più cautela per via della ferita chirurgica che può provocare un leggero fastidio
  • nei 10 giorni successivi all’intervento è importante che il cane non si lecchi la ferita, pertanto è bene utilizzare un collare elisabettiano o coprire i punti con apposite tutine post chirurgia. Durante questo periodo non deve essere lasciato libero e non deve correre, in modo da garantire una cicatrizzazione ottimale
  • nel lungo periodo, si osserverà un cambiamento del comportamento del maschio: ridurrà la sua esuberanza e potrebbe diventare più pigro. Cambiamento che invece, generalmente, non si verifica nella femmina.
cane con collare elisabettiano

michellegibson/gettyimages.it

Quando fare la sterilizzazione del cane?

Non è facile dire con esattezza quale sia l’età ideale per effettuare l’intervento di sterilizzazione del cane. In assenza di linee guida internazionali, infatti, la questione resta ancora controversa. È consigliabile quindi prendere una decisione insieme al veterinario, valutando rischi e vantaggi dell’operazione chirurgica.

Per completezza di informazione, tuttavia, è bene dire che secondo alcuni studi, esiste una maggiore predisposizione all’incontinenza urinaria nelle femmine sterilizzate prima del primo calore.

Secondo alcuni pareri, uno degli elementi ideali per capire quando fare la sterilizzazione del cane è attendere la maturità fisica. Per le femmine questo comporta il rischio del calore, e dunque la possibilità di un accoppiamento indesiderato prima che l’animale venga sottoposto all’intervento.

Se si è proprietari sia di un maschio che di una femmina, la scelta migliore, se non si possono tenere separati, può essere quella di sterilizzarli prima del primo calore. Se l’intervento sulla femmina viene eseguito dai 6 mesi ai 2 anni di età si è notata inoltre una possibile diminuzione della incidenza dei tumori mammari.

In conclusione, non esiste una regola univoca: per decidere bisogna tener conto di diversi fattori, tra i quali la taglia e i componenti – compresa quindi la presenza di altri animali – della famiglia in cui l’animale vive.

Per questo è importante affidarsi a un professionista che, valutando con scrupolo la storia di vita e la salute del cane, possa orientare i proprietari verso la scelta giusta. In molti casi può essere utile affidarsi a soluzioni dedicate alla tutela degli animali domestici, come My Pet di UniSalute, che consente di accedere a visite e prestazioni veterinarie a tariffe agevolate e mette a disposizione il servizio di consulenza telefonica “Il veterinario risponde”, utile per chiarire dubbi e ricevere indicazioni sulla gestione dell’animale.

 

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Josfor/gettyimages.it

Le domande più frequenti dei pazienti

La sterilizzazione è sempre consigliata?

Non esiste una risposta valida per tutti i casi. La decisione deve essere presa insieme al veterinario, valutando benefici, possibili effetti collaterali, le caratteristiche specifiche dell’animale e le esigenze della famiglia.

A che età è meglio sterilizzare un cane?

Non esiste un’età ideale valida per tutti i cani. La scelta dipende da diversi fattori, tra cui taglia, razza, stato di salute e stile di vita dell’animale. In molti casi l’intervento viene eseguito tra i 6 mesi e i 2 anni, ma è sempre il veterinario a indicare il momento più adatto.

La sterilizzazione cambia il carattere del cane?

Nei maschi può ridursi l’esuberanza e comparire un atteggiamento più pigro, mentre nelle femmine il comportamento resta solitamente invariato.

La sterilizzazione fa ingrassare il cane?

Dopo l’intervento il metabolismo può rallentare leggermente e aumentare il rischio di sovrappeso. Per questo è importante controllare l’alimentazione e garantire un’adeguata attività fisica.

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