Animale domestico: cane Benessere Mamma e bambino Osservatorio Unisalute Ragazza si allaccia le scarpe da corsa Coppia Terza Età Welfare Aziendale Unisalute
Sverminazione Gatto

Sverminazione del gatto: a cosa serve e quando farla

Prendersi cura di un gatto e amarlo significa anche rispettare alcune tappe e scadenze obbligate: controlli, visite, interventi importanti non solo per la salute del micio, ma anche per la vostra. Se si tratta di un cucciolo, poi, prima ancora di sottoporlo alle vaccinazioni di routine, è fondamentale liberarlo dai vermi.

La sverminazione per il gatto, infatti, è un’operazione vitale, perché elimina dall’organismo del vostro pet pericolosi parassiti, e gli crea delle difese immunitarie che gli saranno molto utili.

Niente paura, pertanto, se vi accorgete che il vostro amico a quattro zampe ha i vermi nello stomaco. È un evento comune: per il veterinario si tratta di una routine non troppo impegnativa, per il gatto di una cura non dolorosa, che consiste nella semplice assunzione di un farmaco. A darci tutte le indicazioni del caso deve essere, naturalmente, il vostro veterinario di riferimento che, in seguito al trattamento, stilerà insieme a voi un calendario di controlli, per verificare l’eventuale ritorno degli scomodi parassiti.

Quali sintomi ci rivelano la presenza dei vermi nel gatto?

Gatto

Come abbiamo detto parlando delle cause delle pupille dilatate nel gatto, i nostri amici hanno un modo unico ed esplicito di comunicare. Tuttavia, in questo caso i sintomi non sono sempre evidenti e non si manifestano nello stesso modo in tutti i gatti, ma variano a seconda del tipo di parassita che ha colpito il vostro animale. Individuare la presenza di vermi, quindi, non sarà facile, a meno che non siano visibili nelle feci: ciò accade solo quando lo stato dell’infestazione è già avanzato, pertanto la visita dal veterinario dovrà essere quanto mai rapida.

Un’altra spia della loro presenza potrebbe essere la comparsa di disturbi come diarrea, vomito, difficoltà nella defecazione: sintomi che si manifestano in modo più forte ed evidente quando l’infestazione è provocata dagli ascaridi. Ad essere presi di mira da questi parassiti sono spesso i cuccioli neonati, che vengono colti da diarrea, vomito forte, alito cattivo e gonfiore all’addome.

Il consiglio, in questi casi, è quello di recarsi dal medico, anche quando si ha un minimo sentore: il professionista riesce ad accorgersi della presenza dei parassiti, anche solo tastando la pancia dell’animale.

Vermi del gatto: i più comuni

Ascaridi

Sono diverse le tipologie di parassiti che possono infestare i gatti. Ecco le più comuni:

  • Nematodi: è la famiglia di parassiti più comune nei gatti, di cui fanne parte anche gli ascaridi. Sono loro i principali responsabili della diarrea, della stipsi, e dei rigonfiamenti addominali nel gatto, ma anche di un’eventuale anemia o deperimento generale. Si stanziano tra i villi intestinali, in particolare nel tenue, nutrendosi dei residui di cibo non completamente digerito e dei prodotti della digestione. Hanno forma cilindrica e possono raggiungere fino a 10 o 12 centimetri. Spesso si trasmettono dalla mamma ai cuccioli attraverso il latte o la placenta.

  • Gli anchilostomi, più comuni nei cani ma presenti anche nei felini, sono più piccoli dei nematodi e come questi si insediano nell’intestino tenue, infestando di solito il gatto attraverso il contatto con la pelle o in seguito a ingestione delle larve. Causano diarrea con perdite di sangue, spossatezza e anemia. Hanno il capo che termina ad uncino, col quale si attaccano alle mucose dell’intestino, e spesso sono così longevi da vivere per l’intera vita del gatto che li ospita. Le larve di questi vermi sono in grado di stanziarsi anche nella cute degli esseri umani e spesso sono la causa di fastidiose dermatiti. Sono talmente piccoli che individuarli è molto difficile.

  • Le tenie, presenti nell’intestino tenue e talvolta anche nel crasso, hanno un corpo segmentato e spesso si possono vedere sul pelo delle zampe posteriori del gatto. A causare l’infestazione può essere l’ingestione di pulci.
    Sono costituite da una serie di segmenti, l’ultimo dei quali, quando è pieno di uova, si stacca e viene evacuato assieme alle feci. Per questo motivo spesso i vermi della tenia sono visibili ad occhio nudo sotto forma di piccoli semi bianchi.

  • Le dirofilarie sono molto pericolose, e si trasmettono attraverso le zanzare. Le larve crescono nel corpo dell’insetto che a sua volta trasmette le dirofilarie alla vittima.

Come e quando sverminare il gatto

Gatti cuccioli

Come abbiamo detto, la prima regola fondamentale per chi possiede un cucciolo è rivolgersi al proprio veterinario di fiducia perché effettui controlli ed esami e, se necessario, pratichi rapidamente la sverminazione dando inizio all’ordinario ciclo di vaccinazioni obbligatorie. Una buona norma che dovrebbe essere osservata da chiunque abbia appena adottato un gattino, soprattutto se neonato, indipendentemente dalla comparsa dei sintomi di cui abbiamo parlato.

I gattini, infatti, a differenza della scelta di sterilizzazione, dovrebbero essere sverminati ogni 14 giorni a partire dalla sesta settimana di vita fino ai 3 mesi; successivamente, ogni mese finché raggiungono i 6 mesi.

Se invece abbiamo appena accolto in famiglia un gatto giovane o adulto è bene sottoporlo immediatamente al trattamento farmacologico per la sverminazione, ed effettuare almeno due richiami, a due settimane di distanza uno dall’altro.

È importante sottolineare che questa operazione non può essere effettuata in maniera autonoma: fare da sé, senza il consulto di un esperto, potrebbe risultare dannoso.

Infine, un ultimo accorgimento da tenere a mente: se ad essere colpito è un neonato, sarà necessario sverminare anche i fratelli e la mamma.

Effetti collaterali della sverminazione

Possono presentarsi sotto forma di vomito e diarrea, anche se, va detto, si tratta di casi non molto frequenti. Tuttavia, meglio informarsi dal veterinario prima della somministrazione, per evitare brutte sorprese.

I costi della sverminazione

Gattino veterianario

I costi variano da veterinario a veterinario, anche in relazione al costo del farmaco prescritto. Solitamente si tratta di un medicinale vermifugo da assumere per via orale, da acquistare in farmacia dietro prescrizione medica: il costo oscilla dai 12 ai 15 euro.

La tipologia di farmaco da assumere varia a seconda della tipologia di verme che si deve combattere: per questo è importante effettuare un accurato esame delle feci prima di qualsiasi somministrazione.

Si tratta di una procedura non particolarmente costosa, ma rilevante, al pari di altre accortezze da osservare per la salute del nostro pet, spesso molto più dispendiose.

Prendersi cura di un gatto infatti è un’esperienza bellissima e appagante, ma talvolta anche impegnativa economicamente, per questo può essere utile stipulare una polizza assicurativa per animali domestici. Oltre ad ammortizzare le nostre spese, infatti, un buon piano assicurativo ci può esser d’aiuto in molti altri aspetti di carattere pratico. Infatti, ci mette a disposizione la consulenza telefonica da parte di un esperto che, 24 ore su 24, sarà pronto a rispondere ad ogni domanda, permettendoci di fare le scelte migliori per i nostri amici a 4 zampe, con la possibilità di accedere a numerose prestazioni a tariffe scontate.

Renzo Sanna
Sassarese di nascita, bolognese per amore e per lavoro. Giornalista professionista, per UniSalute scrive articoli di approfondimento su temi trasversali e aspetti legali, economici, burocratici e inchieste legate al mondo della salute.

COMMENTA