Rimborso spese mediche
Angela Caporale1900 Lettori

Rimborso spese mediche: come fare e le soluzioni di SiSalute

Welfare

La salute è in cima alle preoccupazioni degli italiani, un pensiero costante che, talvolta, può anche avere un impatto negativo sul lavoro. Non è un caso, infatti, che tra i servizi di welfare aziendale più richiesti dai dipendenti vi siano soluzioni nel settore sanitario come, per esempio, visite specialistiche, farmaci, spese dentistiche oppure oculistiche. Inoltre, a complicare la situazione, si aggiungono i costi elevati delle spese mediche che, come rilevato dall’Osservatorio di UniSalute, fanno sì che un numero sempre maggiore di italiani si veda costretto a rinunciare a visite e controlli di routine. Una rinuncia che ha, però, possibili conseguenze gravi sulla salute, dal momento che la prevenzione rappresenta la strategia più efficace contro molte patologie, come quelle cardiovascolari, per fare un solo esempio.

Risparmiare, tuttavia, non è un’utopia. Infatti, è già possibile richiedere un rimborso per le spese mediche sostenute durante l’anno tramite la dichiarazione del modello 730. Ad integrare questa opportunità, alcuni servizi di welfare aziendale, pensati da chi si occupa della tutela della salute da anni e realizzati proprio pensando alle esigenze individuali.
Vediamo, dunque, come accedere a forme di rimborso delle spese sanitarie e quali soluzioni possono essere più adatte alla proprie esigenze.

Come funziona il rimborso delle spese mediche?

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Ogni anno compilando la dichiarazione dei redditi tramite il modello 730 abbiamo la possibilità di ridurre l’imposta sul reddito delle persone fisiche, ciò che comunemente viene chiamata semplicemente Irpef, in base alle detrazioni fiscali. Infatti, è possibile ottenere un rimborso del 19% di quanto pagato, calcolato sul totale meno un importo pari a 129,11 euro.

Tra queste ci sono anche le spese mediche. In particolare viene calcolata una detrazione per ciò che è stato effettivamente sostenuto in ambito sanitario per l’anno in oggetto della dichiarazione dei redditi: tutti i costi vengono sommati, incluse le detrazioni per disabili e le eventuali spese per familiari a carico, e vanno indicate come totale, aggregato per tipologia e relativo anno di riferimento.

Sono incluse visite generiche, terapie specialistiche, medicinali, ricoveri legati ad operazioni chirurgiche, assistenza infermieristica e riabilitativa. È possibile “scaricare” anche le spese sostenute per le cure termali, esclusi però il viaggio e l’eventuale soggiorno, mentre non sono mai compresi i costi dell’iscrizione in palestra, anche se si tratta di attività a scopo terapeutico, e alcune prestazioni specifiche come quelle di massofisioterapia, degli osteopati oppure dei pedagogisti.

La documentazione da presentare per ottenere il rimborso è indicata proprio nel modello del 730. Ricordiamo che è fondamentale prestare attenzione a conservare ricevute fiscali, scontrini, ticket e tutto ciò che possa dimostrare l’effettiva spesa.

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Non tutti, poi, sanno che le spese sanitarie sostenute all’estero sono anch’esse detraibili, poiché sottoposte allo stesso trattamento di quelle in Italia, tuttavia la legge non consente di includere anche i costi di viaggio, né quelli dell’alloggio. In questo caso, però, è necessario presentare tutti i documenti sia nella versione originale, che in traduzione, libera per inglese, francese, tedesco e spagnolo, giurata per qualsiasi altra lingua.

Risparmiare sulla salute: le soluzioni del welfare aziendale

Nonostante la possibilità di rimborso delle spese mediche previsto per legge, sono in molti gli italiani che, ancora, rinunciano ad alcune prestazioni sanitarie per ragioni economiche. Sempre secondo i dati raccolti dall’Osservatorio UniSalute, nel 2014 gli italiani hanno speso in totale 33 milioni di euro “out of pocket”, ovvero di tasca propria.

La salute, però, è un diritto che spetta a tutti, e la prevenzione è un’attività troppo importante perché venga trascurata e, addirittura, in alcuni casi non ci può permettere di rimandare. Con questo spirito, sono sempre di più le aziende che hanno introdotto, nei programmi di welfare aziendale, dei servizi specifici in questo ambito.

Spesso i dipendenti non lo sanno, ma uno dei benefit che i datori di lavoro propongono è una copertura sanitaria integrativa che include prestazioni come cure odontoiatriche, check up annuali, supporto in caso di patologie croniche, gratis oppure a costi molto ridotti in strutture convenzionate. Il tipo di servizi previsti dipende dal tipo di piano sanitario che viene attivato da ciascuna azienda, così come varia caso per caso la modalità di rimborso delle prestazioni incluse che può essere sia diretto che indiretto.

Flexible benefit, piani sanitari collettivi: risparmiare con le proposte di UniSalute

Per l’azienda e non solo, UniSalute, compagnia che per natura ha a cuore la salute delle persone, propone una serie di opportunità che ci consentono di accedere ad una forma di rimborso delle spese sostenute.

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In primo luogo, esistono tutte le opportunità di tipo assicurativo in ambito sanitario che possono essere attivate dall’azienda, tramite servizi di welfare aziendale estesi in alcuni casi anche alle famiglie, oppure dai singoli che possono stipulare delle polizze assicurative individuali direttamente online.

In secondo luogo, tramite la divisione SiSalute, si forniscono alle aziende dei pacchetti di flexible benefit sanitari: si tratta di un budget di spesa che viene assegnato al lavoratore che lo può utilizzare per rispondere alle proprie necessità, tra una serie di opzioni proposte. Queste vengono valutate sulla base dei reali bisogni della popolazione aziendale e possono includere prestazioni dirette presso le strutture convenzionate; il pagamento di quanto non rimborsato in altri modi come franchigie specifiche, prestazioni che superano i limiti, oppure prestazioni non previste dalla copertura sanitaria per chi ce l’ha; il rimborso vero e proprio dei costi sostenuti per prestazioni sanitarie.

A questi si aggiungono altri servizi importanti messi a disposizione tanto dei singoli quanto di entità collettive come Fondi, Banche, Casse, Mutue:il call center telefonico, la rete di strutture sanitarie convenzionate SiSalute, la gestione dei rimborsi, e campagne di prevenzione.

Abbiamo visto, dunque, che il rimborso delle spese mediche tramite la dichiarazione dei redditi è solamente una delle opzioni che abbiamo a disposizione per poter risparmiare sulla salute, senza rinunciare a nulla. Conoscevate queste alternative?

Angela Caporale
Friulana trapiantata a Bologna, dove lavora nel campo del giornalismo e della comunicazione. In ricerca costante di un equilibrio psicofisico bilanciato, nel tempo libero pratica lo yoga e si prende cura dei suoi animali domestici, un cane e un gatto. Per UniSalute scrive articoli di approfondimento su temi trasversali legati alla salute, al benessere e alla prevenzione.

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