Le liste di attesa nel Servizio Sanitario Nazionale variano significativamente tra regioni e tipologie di prestazione. Il Decreto-legge n. 73/2024 (Legge 107/2024) ha introdotto una piattaforma nazionale di monitoraggio gestita da AGENAS, rafforzato i codici di priorità e istituito percorsi di tutela per chi supera i tempi massimi. La sanità digitale – televisite, teleconsulti, telemonitoraggio, teleriabilitazione – riduce la pressione sulle agende fisiche e accorcia i tempi di accesso alle cure, con vantaggi concreti tanto per i pazienti quanto per il sistema.
Mesi di attesa per una visita specialistica, a volte anni per un intervento programmato: le liste di attesa nella sanità restano tra le criticità più sentite dal sistema sanitario italiano. Il problema ha un impatto diretto sulla qualità delle cure e sulle scelte delle persone, compresa quella di rinunciare a una visita o a un esame perché troppo lontani nel tempo.
In questo articolo esaminiamo come funziona il sistema di gestione delle attese, cosa cambia con la nuova normativa e in che misura la sanità digitale può ridurre i tempi.
Come funzionano le liste d’attesa?
Il sistema di prenotazione delle prestazioni sanitarie nel SSN si basa su un insieme di regole definite a livello nazionale ma gestite localmente dai CUP (Centri Unici di Prenotazione) regionali. A ogni prestazione viene associata una classe di priorità, assegnata dal medico sulla ricetta, che determina il tempo massimo entro cui la prestazione dovrebbe essere erogata:
- U (Urgente): entro 72 ore
- B (Breve): entro 10 giorni
- D (Differibile): entro 30 giorni per le visite, 60 giorni per le prestazioni diagnostiche
- P (Programmabile): entro 120 giorni.
La Piattaforma Nazionale delle Liste di Attesa (PNLA), istituita presso AGENAS (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali), è il principale strumento di trasparenza del sistema. Raccoglie in tempo reale i dati di prenotazione di tutte le strutture pubbliche e private accreditate, consentendo per la prima volta una misurazione confrontabile dei tempi su scala nazionale e l’identificazione delle aree geografiche e delle tipologie di prestazione con i ritardi più marcati.
Cosa prevede la nuova legge sulle liste di attesa?
Il decreto-legge n. 73 del 7 giugno 2024, convertito nella legge 107/2024, è il provvedimento normativo più organico degli ultimi anni sul tema delle liste d’attesa. Introduce responsabilità regionali più precise: ogni regione deve nominare un Responsabile unico dell’assistenza sanitaria (RUAS) con il compito di monitorare e correggere eventuali problematiche. Sul fronte del personale, la legge ha abolito il tetto di spesa per le assunzioni nel SSN e previsto una tassazione agevolata per le prestazioni aggiuntive volte allo smaltimento delle liste.
Il principale strumento di garanzia per i cittadini è il percorso di tutela. Se il SSN non riesce a garantire la prestazione entro il tempo massimo previsto per la classe di priorità assegnata, il paziente può essere indirizzato verso un’altra struttura pubblica, verso l’intramoenia o verso una struttura privata accreditata, pagando solo il ticket ordinario: il costo aggiuntivo è a carico delle Regioni.
Abbattimento liste d’attesa: quali sono i vantaggi della sanità digitale
La sanità digitale interviene sulle liste di attesa nella sanità in modo strutturale: spostando online le prestazioni che non richiedono una visita fisica, libera spazio ai casi che invece lo necessitano.
La televisita è l’applicazione più diffusa. È indicata per controlli periodici, rinnovi di prescrizioni e valutazioni su referti già disponibili:
- elimina i tempi di spostamento
- riduce le assenze lavorative legate agli appuntamenti medici
- consente allo specialista di gestire un numero maggiore di pazienti nella stessa finestra oraria.
Il teleconsulto medico permette al medico di medicina generale di confrontarsi con uno specialista su un caso specifico senza che il paziente debba prenotare una visita autonoma. Riduce così le richieste improprie e orienta meglio i percorsi di cura. Il telemonitoraggio consente a chi soffre di patologie croniche di comunicare a distanza con il team curante, riducendo gli accessi ambulatoriali di routine. La teleriabilitazione porta le sessioni di fisioterapia supervisionate a domicilio, con vantaggi logistici per chi ha difficoltà di mobilità o vive lontano dai centri specializzati.
Sul piano organizzativo, la digitalizzazione dei sistemi di prenotazione migliora i flussi, evitando le lunghe attese legate alle prenotazioni telefoniche.
Per chi lavora in regime autonomo ogni stop per ragioni di salute si traduce in reddito perso, senza le tutele contrattuali riservate ai lavoratori dipendenti. Il piano My Business di UniSalute garantisce un’indennità giornaliera di 70 euro in caso di ricovero ospedaliero e convalescenza post-ricovero e 50 euro al giorno in caso di inabilità temporanea da malattia: una protezione economica concreta nei momenti in cui la salute impone uno stop al lavoro.
Scopri My Business e vivi serenamente anche da lavoratore autonomo

Gli strumenti e le possibilità offerte dalla sanità digitale possono aiutare a ridurre i tempi di attesa.
Le domande più frequenti dei pazienti
Come si attiva il percorso di tutela se l’attesa supera i tempi previsti?
È necessario contattare il CUP o la ASL di riferimento, indicando la classe di priorità riportata sulla ricetta e dimostrando che la data disponibile supera il tempo massimo previsto per quella classe. La struttura è tenuta a proporre un’alternativa (altra struttura pubblica, intramoenia o privato accreditato) con il solo pagamento del ticket da parte del paziente. Le modalità operative variano leggermente da regione a regione, quindi è utile verificare le indicazioni specifiche della propria ASL.
I codici di priorità vengono sempre rispettati?
Nonostante la normativa sia chiara, il rispetto effettivo dei tempi varia significativamente tra regioni e tra tipologie di prestazione. La piattaforma nazionale delle liste di attesa di AGENAS è nata per rendere trasparente questo divario e consentire interventi mirati. I dati raccolti evidenziano le prestazioni e le aree geografiche con i maggiori ritardi, orientando le risorse dove il problema è più acuto. Il percorso di tutela rimane lo strumento principale per chi si trova in una situazione di attesa non rispettata.
Quali sono i principali vantaggi della telemedicina?
La telemedicina rende più semplice e rapido l’accesso alle cure, soprattutto per le visite di controllo, il monitoraggio delle patologie croniche e la valutazione di referti o esami già eseguiti. Riduce gli spostamenti, i tempi di attesa e le assenze dal lavoro, risultando particolarmente utile per chi vive lontano dai centri specialistici o ha difficoltà di mobilità. Inoltre, permette una maggiore continuità assistenziale, favorendo un contatto più frequente tra paziente e professionisti sanitari senza sostituire, quando necessarie, le visite in presenza.
La televisita è rimborsabile dal SSN?
Le televisite rientrano nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) per alcune tipologie di prestazioni, con modalità che variano per regione. Alcune regioni le hanno integrate nei percorsi ordinari con lo stesso ticket della visita in presenza. In altri casi il rimborso dipende dalla tipologia di specializzazione e dal contesto clinico.


Nessun commento