Uomo guarito da linfoma di Hodgkin, sorride tra i suoi amici

Linfoma di Hodgkin: cause, sintomi e possibilità di cura


Il linfoma di Hodgkin è una neoplasia del sistema linfatico che colpisce i linfociti. Sebbene sia relativamente raro, rappresenta una delle forme tumorali più diffuse nei giovani adulti tra i 20 e i 30 anni. Il sintomo più comune è l’ingrossamento dei linfonodi, talvolta associato a sudorazione notturna, perdita di peso non intenzionale, stanchezza persistente, prurito. La diagnosi si basa sulla biopsia di un linfonodo e su esami di imaging come TC e PET per rilevare la stadiazione. La prognosi è positiva, anche negli stadi avanzati, grazie ai trattamenti sempre più efficaci e mirati.

Il linfoma di Hodgkin è una neoplasia del sistema linfatico che colpisce i linfociti, cellule del sangue fondamentali per la risposta immunitaria dell’organismo. Nonostante sia un tumore relativamente raro, con un’incidenza di circa 4 persone su 100.000, rappresenta una delle neoplasie più frequentemente diagnosticate nei giovani adulti, in particolare tra i 20 e i 30 anni.

Grazie ai progressi della medicina e alle nuove terapie disponibili, le prospettive per i pazienti sono significativamente migliorate negli ultimi anni. Oggi il linfoma di Hodgkin è infatti considerato uno dei tumori con le più alte percentuali di guarigione, anche quando viene diagnosticato in fase avanzata.

Ma cosa causa questa malattia? Come riconoscerne i sintomi? E quali sono le opzioni terapeutiche disponibili? Scopriamone di più.

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Cos’è il linfoma di Hodgkin (LH)?

Il linfoma di Hodgkin (LH) – dal nome del medico inglese che descrisse la patologia nel 1832 – è una neoplasia che origina dal sistema linfatico, una rete di vasi linfatici, linfonodi e organi linfoidi (milza, timo, tonsille) coinvolti nei meccanismi di difesa dell’organismo. Appartiene al gruppo dei linfomi, tumori del sangue che derivano dalla trasformazione anomala dei linfociti, in genere dei linfociti B, un tipo di globuli bianchi deputati alla produzione di anticorpi.

Dal punto di vista biologico, il linfoma di Hodgkin si distingue dalle altre forme di linfoma per la presenza di cellule tumorali caratteristiche, chiamate cellule di Reed-Sternberg, che si sviluppano all’interno dei linfonodi e possono interferire con il normale funzionamento del sistema immunitario.

Perché ci si ammala di linfoma di Hodgkin?

Le cause del linfoma di Hodgkin non sono ancora del tutto note. Come avviene per molte patologie oncologiche, lo sviluppo della malattia sembrerebbe legato all’interazione tra fattori biologici, immunologici e ambientali.

Dal punto di vista epidemiologico, il linfoma di Hodgkin mostra una prevalenza nel sesso maschile e, come già detto, nella fascia anagrafica tra i 20 e i 30 anni oppure oltre i 60 anni.

Accanto a questi aspetti sono stati inoltre individuati alcuni fattori di rischio che possono predisporre allo sviluppo della malattia:

  • infezione da virus di Epstein-Barr: in circa un terzo dei casi il linfoma di Hodgkin risulta associato a una pregressa infezione da EBV, il virus responsabile della mononucleosi
  • familiarità: avere un parente stretto che ha manifestato la malattia espone a un maggiore rischio di svilupparla, sebbene il LH non sia ereditario
  • sistema immunitario indebolito, come nei casi di immunodeficienza congenita o acquisita, o in presenza di terapie immunosoppressive prolungate.

Quali sono i primi sintomi del linfoma di Hodgkin?

Il sintomo iniziale più frequente del linfoma di Hodgkin è un ingrossamento dei linfonodi, specialmente al livello del collo, oppure delle ascelle o dell’inguine. Questa manifestazione, tuttavia, non deve essere automaticamente ricondotta a una patologia tumorale: nella grande maggioranza dei casi, infatti, l’aumento di volume dei linfonodi è legato a cause benigne, come infezioni o stati infiammatori transitori, e richiede una valutazione medica per stabilirne l’origine e l’eventuale necessità di approfondimenti.
Altri sintomi che possono accompagnare il linfoma di Hodgkin includono:
  • febbre
  • sudorazione notturna
  • prurito: prurito diffuso su tutto il corpo, senza eruzioni cutanee evidenti
  • perdita di peso inspiegabile
  • affaticamento
  • tosse, dolore al petto e difficoltà respiratorie nei casi in cui siano interessati i linfonodi localizzati nel torace
  • dolore addominale se il linfoma interessa i linfonodi addominali o la milza.
Donna con sintomi linfoma di Hodgkin si tocca il collo

I sintomi del linfoma di Hodgkin includono l’ingrossamento dei linfonodi, febbre persistente, sudorazioni notturne, prurito e perdita di peso inspiegabile.

Come si diagnostica il linfoma di Hodgkin?

In presenza di sintomi sospetti, è fondamentale rivolgersi al medico per approfondire il quadro. Il primo passo dell’iter diagnostico è rappresentato da un’attenta valutazione clinica e dall’anamnesi, volte a raccogliere informazioni sui disturbi lamentati dal paziente e sull’eventuale presenza di fattori di rischio.

L’esame fondamentale per la diagnosi è la biopsia di un linfonodo, che prevede il prelievo di un campione di tessuto da analizzare al microscopio. Per valutare la stadiazione della malattia, vengono poi eseguiti ulteriori esami di approfondimento come esami del sangue e indagini di imaging, in particolare TC e PET, utili per individuare il coinvolgimento di altre sedi linfonodali o di organi come milza, fegato e midollo osseo.

La stadiazione del linfoma di Hodgkin si basa sul numero e sulla localizzazione delle aree interessate e sull’eventuale coinvolgimento di organi al di fuori del sistema linfatico. A ciascuno stadio viene associata una classificazione A o B, a seconda della presenza (B) o dell’assenza (A) di sintomi come febbre persistente, sudorazioni notturne e perdita di peso.

Linfoma di Hodgkin: come si cura? Si guarisce?

Il trattamento del linfoma di Hodgkin si basa su protocolli terapeutici definiti in funzione dello stadio della malattia, delle sue caratteristiche biologiche e delle condizioni generali della persona.

La polichemioterapia – basata sulla combinazione di più farmaci chemioterapici – rappresenta il cardine del trattamento e prevede in genere da due a sei cicli, a seconda dello stadio della malattia. In molti casi viene associata alla radioterapia, utilizzata per consolidare la risposta terapeutica.

Negli ultimi anni, l’introduzione di terapie mirate e di immunoterapia ha ulteriormente ampliato le opzioni di cura, in particolare nei casi di malattia resistente o recidivante. Questi trattamenti agiscono su meccanismi specifici delle cellule tumorali o stimolano il sistema immunitario a riconoscerle e contrastarle in modo più selettivo.

Nei casi in cui la malattia si dimostra resistente alle terapie o tende a recidivare, possono essere presi in considerazione trattamenti più intensivi o il trapianto di cellule staminali autologo (con cellule prelevate dal paziente stesso) o, più raramente, allogenico (con cellule prelevate da un donatore).

Ad oggi la prognosi è molto favorevole: il linfoma di Hodgkin è uno dei tumori con le migliori possibilità di guarigione, con una percentuale dell’85% negli uomini e dell’87% nelle donne. Nelle forme diagnosticate in fase precoce, le percentuali di remissione duratura sono molto elevate, ma risultati favorevoli si osservano anche negli stadi avanzati, grazie all’efficacia delle terapie disponibili.

 

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Dottoressa supporta paziente con linfoma di Hodgkin

Per il linfoma di Hodgkin, il supporto medico e psicologico rappresenta un elemento cruciale per accompagnare i pazienti durante il percorso di cura.

Le domande più frequenti dei pazienti

Il linfoma di Hodgkin è ereditario?

No, il linfoma di Hodgkin non è una malattia ereditaria. Tuttavia, la presenza di un parente stretto che ha avuto la patologia può essere associata a un rischio di svilupparla più elevato.

L’ingrossamento dei linfonodi indica sempre un tumore?

Nella maggior parte dei casi l’ingrossamento dei linfonodi è dovuto a cause benigne, come infezioni o infiammazioni. Richiede dunque una valutazione medica.

Si può guarire dal linfoma di Hodgkin?

Sì, oggi il linfoma di Hodgkin è uno dei tumori con le più alte percentuali di guarigione. Grazie all’efficacia delle terapie disponibili, molte persone ottengono una remissione completa e duratura, anche in presenza di malattia in stadio avanzato.

Quali sono le principali terapie per il linfoma di Hodgkin?

Il trattamento si basa sulla polichemioterapia, talvolta associata alla radioterapia come terapia di consolidamento. In casi selezionati possono essere impiegate terapie mirate, immunoterapia o, in situazioni particolari, il trapianto di cellule staminali.

Glossario informativo

Linfoma di Hodgkin (LH): tipo di cancro che si sviluppa nel sistema linfatico, caratterizzato dalla presenza di cellule di Reed-Sternberg.
Linfonodi: piccole strutture a forma di fagiolo che fanno parte del sistema linfatico e aiutano a combattere le infezioni.
Chemioterapia: trattamento che utilizza farmaci per distruggere le cellule tumorali.
Radioterapia: trattamento che utilizza radiazioni ad alta energia per distruggere le cellule tumorali.
Recidiva: ricomparsa del cancro dopo un periodo di remissione.
Stadio: misura dell’estensione del cancro nel corpo, con il 4° stadio che indica la forma più avanzata.
Remissione: periodo durante il quale i sintomi del cancro diminuiscono o scompaiono.
Terapie mirate: trattamenti che agiscono su specifiche caratteristiche delle cellule tumorali.

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