Il follow up oncologico è l’insieme di controlli programmati che seguono la conclusione delle terapie per un tumore. Serve a monitorare nel tempo le condizioni cliniche, individuare precocemente eventuali recidive e gestire gli effetti a distanza dei trattamenti. I protocolli di follow-up vengono personalizzati in base al tipo di tumore, allo stadio della malattia e alla storia clinica del paziente. In genere i controlli sono più frequenti nei primi due-tre anni e si diradano progressivamente. Di solito, proseguono per almeno cinque anni, con un calendario che può variare da caso a caso.
Terminare le cure oncologiche è un momento importante e delicato, perché segna la fine del percorso di trattamento e, al tempo stesso, apre una nuova fase di monitoraggio della salute. Il follow up oncologico comprende un insieme di controlli pianificati nel tempo, pensati per verificare l’andamento clinico, individuare precocemente eventuali segnali da approfondire e gestire gli effetti a distanza delle terapie.
Si tratta di un percorso personalizzato sulla base della storia clinica del paziente e del tipo di tumore. In questo articolo approfondiamo come funziona, quanto dura e con quale frequenza vengono programmati i controlli.
Cosa sono i protocolli di follow-up?
I protocolli di follow-up sono programmi di controlli periodici rivolti a pazienti che hanno avuto diagnosi di tumore, allo scopo di individuare precocemente eventuali recidive o effetti indesiderati correlati alle terapie e intervenire in modo tempestivo.
I protocolli variano in funzione di diversi fattori, tra cui tipo di tumore, stadio alla diagnosi, trattamenti effettuati e condizioni generali di salute. In alcuni casi tengono conto anche dell’età e della presenza di altre patologie.
Quali sono gli esami di follow-up?
In genere, il follow up oncologico include:
- visite cliniche, con anamnesi ed esame obiettivo
- esami del sangue
- esami strumentali, in particolare di imaging (ecografie, TAC o risonanze).
Gli accertamenti sono modulati sulla base del rischio di ricomparsa della patologia e della possibilità di intervenire in modo efficace in caso di nuova diagnosi.
Oltre alla sorveglianza e all’individuazione precoce di diagnosi di una ripresa dalla malattia, i protocolli di follow-up hanno anche una funzione più ampia: permettono di rilevare effetti tossici a lungo termine dei trattamenti eseguiti, conseguenze tardive della malattia o secondi tumori, come sottolineato dalle Linee guida redatte dall’Associazione Italiana Oncologia Medica (AIOM). In questo senso, il follow up rappresenta una fase attiva e strutturata della presa in carico sanitaria.

Il percorso di follow up inclide visite cliniche, esami del sangue ed
esami strumentali.
Quanto dura il follow-up oncologico?
In linea generale, i controlli sono più ravvicinati nei primi anni successivi alla fine delle terapie, periodo in cui il rischio di recidiva è statisticamente più elevato, per poi diradarsi nel tempo.
Nella maggior parte dei casi, il follow up ha una durata complessiva di almeno cinque anni, ma per alcune tipologie di tumore o in presenza di specifici fattori di rischio può proseguire più a lungo.
Ogni quanto sono fissati gli appuntamenti di follow up oncologico?
La frequenza dei controlli segue solitamente questo schema:
- nei primi 2-3 anni controlli ogni 3-4 mesi
- in seguito controlli annuali.
L’intero percorso oncologico, dalla fase delle terapie al follow up, è lungo e complesso e richiede un impegno costante nel tempo. Visite, trattamenti ed esami di controllo incidono sulla quotidianità e comportano un carico fisico ed emotivo significativo. Proprio per rispondere a bisogni che evolvono nel corso delle diverse fasi della malattia, può risultare utile contare su un supporto sanitario strutturato, in grado di accompagnare il paziente durante l’iter terapeutico.
In questo contesto, possono fare la differenza soluzioni come Cure Oncologiche di UniSalute, un piano che offre, tra le altre cose, la copertura delle spese sostenute per la psicoterapia nel periodo successivo al ricovero e servizi di assistenza domiciliare. Questi possono includere interventi medici, infermieristici, riabilitativi e farmacologici, pensati per sostenere il recupero della funzionalità fisica.
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La durata del follow up è generalmente di almeno cinque anni.
Le domande più frequenti dei pazienti
Che cos’è il follow up oncologico?
Il follow up oncologico è un percorso di sorveglianza clinica che inizia dopo la fine delle cure e prevede controlli periodici per monitorare lo stato di salute, individuare precocemente eventuali recidive e valutare gli effetti a lungo termine delle terapie.
Quanto dura il follow up oncologico?
Nella maggior parte dei casi il follow up oncologico dura almeno cinque anni, ma la durata può essere maggiore in base al tipo di tumore, ai trattamenti effettuati e alla presenza di fattori di rischio specifici.
Ogni quanto vengono effettuati i controlli di follow up oncologico?
La frequenza dei controlli è maggiore nei primi 2-3 anni dopo la conclusione delle terapie, ogni 3-4 mesi, per poi diradarsi progressivamente con controlli annuali negli anni successivi.
Quali esami sono previsti durante il follow up oncologico?
Il follow up può includere visite cliniche, esami del sangue ed esami strumentali, in particolare di imaging. Il tipo e il numero degli accertamenti vengono stabiliti in base alla situazione clinica individuale.


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