escherichia coli

Cos’è e come si contrae l’Escherichia coli?


L’Escherichia coli (E. coli) è un batterio normalmente presente nell’intestino, ma alcuni ceppi possono causare infezioni anche gravi. Il contagio avviene soprattutto attraverso alimenti o acqua contaminati, contatto con animali infetti oppure da persona a persona per via oro-fecale. I sintomi più comuni sono crampi addominali, diarrea, nausea e vomito; nei casi più seri può comparire diarrea sanguinolenta e, raramente, una grave complicanza chiamata sindrome emolitico-uremica. La prevenzione si basa su corrette norme igieniche, adeguata cottura degli alimenti, consumo di latte pastorizzato e accurato lavaggio delle mani e dei cibi.

Ogni anno si verificano casi di intossicazioni alimentari e focolai infettivi legati a cibi o acqua contaminati. Tra i microrganismi più spesso coinvolti c’è l’Escherichia coli, un batterio, che, in condizioni normali, risiede nell’intestino umano senza recare fastidi. Alcuni suoi ceppi. tuttavia, possono provocare sintomi intensi e, più raramente, complicanze serie.

Come si contrae e quali conseguenze comporta l’infezione? Quali sono le accortezze per evitarla? Scopriamone di più.

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Che cos’è l’Escherichia coli?

L’Escherichia coli (E.coli) è un batterio che normalmente vive nell’intestino dell’uomo e di altri animali a sangue caldo, in quanto parte del microbiota intestinale. Di solito non causa problemi perché la maggior parte dei ceppi del batterio è innocua, tuttavia, alcuni di essi possono determinare infezioni sia all’apparato digerente, con diversi livelli di gravità, sia alle vie urinarie o altre parti dell’organismo. 

Tra i ceppi più diffusi e conosciuti in grado di causare problematiche di questo tipo c’è l’Escherichia coli O157:H7, che produce una tossina in grado di danneggiare il rivestimento interno dell’intestino, azione che può dare origine a diarrea sanguinolenta.

Come si trasmette l’Escherichia coli?

Il bestiame viene considerato il principale serbatoio di E.coli O157:H7, soprattutto i bovini. L’infezione può essere trasmessa all’uomo tramite l’ingestione di alimenti o acqua contaminati oppure attraverso il contatto con gli animali stessi. A differenza di altre malattie, inoltre, basta una piccola quantità di batteri per infettarsi. Vediamo meglio le principali modalità di contagio.

Carne cruda o poco cotta

Tra gli alimenti più a rischio rientrano la carne cruda o poco cotta. In particolare, secondo gli esperti, bisogna prestare attenzione a quella di manzo macinata, come l’hamburger. Durante la lavorazione, infatti, eventuali patogeni presenti sulla superficie possono diffondersi anche all’interno della polpetta: per questo è necessario cuocerla in modo accurato per essere certi di eliminarli completamente. Un’altra potenziale fonte di trasmissione è il latte non pastorizzato: il batterio, infatti, può trasferirsi a esso dalla mammella della mucca oppure dall’attrezzatura utilizzata per la mungitura.

Frutta o verdura contaminata

Un altro possibile veicolo è rappresentato dai vegetali (frutta, ortaggi e germogli); in particolare, il rischio riguarda quelli che vengono consumati crudi e non sbucciati, ad esempio lattuga e spinaci. La contaminazione, in questo caso, può avvenire a causa del contatto dell’alimento con le feci degli animali durante la sua coltivazione o manipolazione. Vengono inoltre sconsigliati i succhi di frutta non pastorizzati.

Acque contaminate

Ci si può infettare anche bevendo acqua contaminata, non adeguatamente disinfettata con cloro, durante un bagno, ad esempio in piscina, sempre se l’acqua è contaminata.

Trasmissione dell’infezione tra persone

La trasmissione dell’infezione può verificarsi anche da persona a persona per via oro-fecale (il batterio passa dalle feci del soggetto malato all’apparato digerente di uno sano), soprattutto se chi ne è affetto non si lava le mani con cura. Dato che l’E.coli necessita di un contatto stretto per diffondersi, non è raro che questa modalità di contagio avvenga principalmente nei contesti familiari o scolastici, in particolare nelle scuole d’infanzia. 

Un altro possibile veicolo di infezione è entrare in contatto con animali portatori del batterio durante una visita ad allevamenti o fattorie didattiche. 

Escherichia coli: quali sintomi e conseguenze provoca?

I sintomi appaiono mediamente 3-4 giorni dopo l’esposizione al batterio, ma può accadere che si manifestino prima oppure più tardi, fino a una settimana dopo. Di solito comprendono:

  • forti crampi addominali
  • diarrea acquosa che, nei casi più seri, può diventare sanguinolenta
  • difficoltà nell’evacuazione
  • nausea e vomito.

È fondamentale rivolgersi al medico in presenza di diarrea persistente, grave o sanguinolenta. 

Complicanze

Nella maggior parte delle situazioni, la persona guarisce in massimo dieci giorni. Tuttavia, in una piccola percentuale di casi il batterio può causare conseguenze più gravi come la sindrome emolitico-uremica, una condizione potenzialmente rischiosa per la vita che tende a svilupparsi circa una settimana dopo la comparsa dei primi sintomi dovuti all’Escherichia coli. La sua pericolosità deriva dal fatto che causa anemia emolitica, dunque la distruzione dei globuli rossi, e insufficienza renale, provocando l’accumulo nel sangue di sostanze tossiche. 

I soggetti più a rischio di questa complicanza sono i bambini piccoli e gli anziani.

L’Escherichia coli può determinare infezioni anche al di fuori dell’apparato digerente, in modo particolare alle vie urinarie, ma anche in altre aree del corpo. Può causare infatti polmoniti, infezioni al piede nelle persone diabetiche, infezioni delle ferite. Bisogna però precisare che queste circostanze tendono a riguardare principalmente soggetti particolarmente debilitati.

escherichia coli è contagiosa da persona a persona

Come si tratta l’Escherichia coli?

Attualmente non esiste una terapia in grado di curare l’infezione o di prevenire le conseguenze più gravi. Generalmente, al paziente viene indicato il riposo e l’assunzione di liquidi per evitare affaticamento e disidratazione. Gli antibiotici di solito non vengono prescritti perché pare che non aiutino a curare l’infezione e che possano aumentare la possibilità di complicanze. Anche gli antidiarroici, in genere, sono sconsigliati. In ogni caso sarà il medico a indicare il trattamento più idoneo al caso specifico. 

Il quadro cambia, naturalmente, se insorge la sindrome emolitico-uremica, che richiede il ricovero in ospedale e trattamenti come l’emodialisi.

In presenza di infezioni a carico di parti del corpo diverse dall’apparato digerente, si agirà invece con una terapia mirata (in genere a base di antibiotici).

Come si previene l’infezione da Escherichia coli?

Date le modalità di trasmissione, è chiara l’importanza di intervenire sul fronte preventivo. La prevenzione comincia dalla produzione e lavorazione degli alimenti a livello agricolo e industriale e prosegue nel contesto domestico con pratiche igieniche adeguate. Ecco alcuni comportamenti a cui prestare attenzione.

Evitare di consumare cibi a rischio

Per quanto riguarda il consumo dei cibi è bene: 

  • cuocere accuratamente la carne, specialmente nel caso di preparazioni come gli hamburger. Per accertarsene è consigliabile utilizzare un termometro alimentare e verificare la temperatura interna della carne che, secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), dovrebbe essere di almeno 70°C
  • lavare con attenzione frutta e verdura prima del consumo, in particolare se verrà mangiata cruda e non sbucciata. Soprattutto con le verdure a foglia verde è importante essere meticolosi
  • bere latte pastorizzato, evitando di consumare latte crudo e prodotti caseari realizzati con questo ingrediente. Come accennato, sono sconsigliati anche i succhi di frutta non pastorizzati.

Fare attenzione alle contaminazioni incrociate

In cucina bisogna tenere alcuni comportamenti igienici fondamentali:

  • usare taglieri separati per tagliare la carne cruda e alimenti come verdura o frutta
  • non mettere la carne cotta su un piatto dove è stata precedentemente appoggiata della carne cruda, senza averlo prima lavato accuratamente
  • lavare bene taglieri, coltelli e piani da lavoro che sono stati usati per la carne cruda o per altri alimenti crudi, usando acqua calda e sapone.

Lavarsi le mani

Le mani vanno sempre lavate con attenzione prima di cucinare. Lo stesso vale, naturalmente, dopo essere stati in bagno, aver cambiato il pannolino a un bambino o essere stati in contatto con gli animali, i loro oggetti o il loro ambiente. 

Si tratta di un’accortezza preziosa, in particolare se si assistono persone anziane, bambini piccoli o soggetti immunodepressi, che sono maggiormente esposti al rischio di infezioni. 

Altrettanto importante è evitare di ingerire acqua quando si nuota o si fa il bagno in laghi, stagni, fiumi o piscine per non esporsi al rischio di contagio qualora questa fosse contaminata.

 

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frutta

Jasper Chamber/gettyimages.it

Le domande più frequenti dei pazienti

Quali sono i sintomi dell’infezione da Escherichia coli?

I sintomi più frequenti sono crampi addominali, diarrea acquosa, nausea e vomito.

Quanto dura l’infezione da Escherichia coli?

Nella maggior parte dei casi l’infezione si risolve spontaneamente entro circa 10 giorni.

L’Escherichia coli è pericoloso?

Nella maggior parte dei casi provoca sintomi che si risolvono senza conseguenze. Tuttavia, alcuni ceppi possono causare complicanze serie, come la sindrome emolitico-uremica, che colpisce soprattutto bambini piccoli e anziani.

Gli antibiotici servono per curare l’Escherichia coli?

Non sempre. Nelle infezioni intestinali da Escherichia coli gli antibiotici generalmente non sono raccomandati perché potrebbero aumentare il rischio di complicanze. È il medico a valutare il trattamento più adatto in base alla situazione.

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