L’emicrania è una cefalea intensa, classificata tra le malattie del sistema nervoso, che colpisce in genere un solo lato del capo. Un attacco si sviluppa attraverso quattro fasi – prodromica, aura, cefalea e postdromica – non necessariamente tutte presenti. Si distinguono due forme principali, con e senza aura: tra quelle con aura rientrano la variante tipica, quella silente senza mal di testa, l’emiplegica – familiare o sporadica – e la retinica, con perdita temporanea della vista. La diagnosi si basa su un diario degli episodi, in cui siano registrati i sintomi, la loro frequenza e durata, e i fattori scatenanti, e su test diagnostici per escludere altre patologie.
L’emicrania è la forma più severa di cefalea, responsabile di un dolore tanto forte e associato a ulteriori disturbi da compromettere il normale svolgimento delle giornate.
Approfondiamo l’argomento, per comprendere meglio di cosa si tratta, quali sono i sintomi dell’emicrania e il percorso diagnostico per accertare il disturbo.
Quali sono i sintomi e le fasi dell’emicrania?
L’emicrania è un disturbo caratterizzato da un dolore pulsante e ripetuto monolaterale (con alcuni casi di bilateralità) che tende a peggiorare con il movimento.
La sua insorgenza si articola in quattro fasi, che si differenziano proprio per i sintomi caratteristici, ma non si presentano necessariamente tutte in ogni paziente:
- fase prodromica: si manifesta nelle ore o nei giorni precedenti all’attacco di mal di testa. Diarrea, irrigidimento muscolare, irritabilità, ipersensibilità agli odori sono i sintomi più ricorrenti
- fase dell’aura: non sempre presente, caratterizzata da sintomi neurologici
- fase di cefalea: fase acuta dell’emicrania, durante la quale il dolore è intenso, pulsante e ripetuto. Questa fase, negli adulti, può durare dalle 4 alle 72 ore
- fase postdromica: può persistere per alcune ore o nei giorni che seguono la fase acuta. Il dolore può rimanere, con meno intensità, e il soggetto colpito può sentirsi particolarmente sollevato ed euforico o più stanco e depresso.
Quante tipologie di emicrania ci sono?
Esistono diverse tipologie di emicrania, che possono essere distinte in due forme principali, con aura e senza aura. L’aura, in generale, si può definire come un insieme di sintomi di natura neurologica originati da impulsi della corteccia cerebrale. L’emicrania senza aura salta dunque la seconda fase, e passa direttamente alla cefalea.
Le forme di emicrania con aura, di cui soffre circa un terzo dei pazienti colpiti, definite dall’International Headache Society, sono:
- emicrania con aura tipica, con mal di testa
- emicrania con aura senza mal di testa, detta anche silente
- emicrania emiplegica, in cui si intorpidisce notevolmente una parte del corpo, che può essere familiare (di natura genetica) o sporadica (non genetica)
- emicrania retinica, che comporta una temporanea perdita della vista.

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Cos’è l’emicrania con aura e con quali sintomi si manifesta?
Si parla di emicrania con aura quando il mal di testa è preceduto da una serie di sintomi a cui segue l’inizio del dolore. I disturbi tipici dell’aura iniziano circa un’ora prima della comparsa del mal di testa, e talvolta possono proseguire anche dopo.
In particolare si tratta di:
- sintomi visivi, solitamente di breve durata, che colpiscono entrambi gli occhi: ipersensibilità alla luce (fotofobia), visione di lampi scintillanti (fotopsia), comparsa di macchie scure, vista sfocata o annebbiata, oscuramento di metà del campo visivo (emianopsia), visione di flash di forma geometrica (scotomi)
- formicolio e intorpidimento di alcune parti del corpo: solitamente il fastidio inizia da una mano e si diffonde al braccio fino ad arrivare al volto
- sensazione di fastidio verso odori (osmofobia) e suoni (fonofobia)
- sensazione di nausea o vomito
- disturbi del linguaggio e difficoltà a esprimersi (afasia).

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Altre tipologie di emicrania con aura: silente emiplegica, retinica e silente
Un particolare tipo di emicrania con aura è quella emiplegica, in cui una parte del corpo si indebolisce sensibilmente, trasformandosi talvolta in emiparesi, ovvero paralisi momentanea, che può durare da alcuni minuti a un’ora circa.
Questo particolare tipo di emicrania può essere di natura familiare, trasmessa da un parente di primo o secondo grado: esiste infatti uno screening con cui è possibile isolare i tre geni-malattia (CACNA1A, ATP1A2, SCNA1). Si tratta di geni dominanti, quindi c’è il 50% di probabilità di ereditare l’emicrania emiplegica da uno dei genitori.
Si parla invece di emicrania emiplegica sporadica quando non viene individuata una familiarità con parenti di primo o secondo grado.
Un’altra tipologia di emicrania con aura è poi quella retinica, i cui sintomi sono: dolore ad almeno uno dei due bulbi oculari, disturbi visivi (lampi scintillanti e visioni puntiformi), a cui segue una temporanea perdita della vista, che solitamente si recupera entro un’ora.
Si parla, infine, di emicrania silente quando si presentano disturbi tipici dell’aura senza la comparsa del mal di testa.
Come si diagnostica un’emicrania?
Per arrivare a una corretta diagnosi, è fondamentale partire da un’anamnesi approfondita basata su un’attenta valutazione dei sintomi. A questo proposito, il medico curante può invitare il paziente a compilare il cosiddetto “diario del mal di testa”, utile a comprendere i sintomi che accompagnano il disturbo e individuare di conseguenza la tipologia di emicrania. Il diario va tenuto per un mese e serve a registrare la ricorrenza e le caratteristiche degli episodi. Può essere costituito da una semplice tabella che contiene i giorni del mese sulle righe e le informazioni associate nelle colonne.
Tra le informazioni da monitorare, è importante rilevare:
- ora di inizio e ora di fine dell’attacco
- intensità del dolore
- localizzazione del dolore
- presenza o meno della fase dell’aura (ovvero sintomi caratteristici che precedono l’attacco)
- sintomi associati all’aura
- fattori scatenanti
- farmaci assunti
- efficacia del farmaco
- mestruazioni in corso o in arrivo.
In presenza dei sintomi prima descritti, viene effettuata una prima diagnosi di emicrania. Sarà poi necessario effettuare degli esami diagnostici, come dei test neurologici, per escludere altre patologie, per esempio problemi cardiaci o circolatori, disturbi a livello della vista o delle articolazioni temporo-mandibolari.
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Le domande più frequenti dei pazienti
Quanto dura un attacco di emicrania?
La durata varia in base alla fase e alla persona. Il momento più intenso, quello della cefalea vera e propria, negli adulti può protrarsi da 4 fino a 72 ore. A questo si aggiungono però le fasi che lo precedono e lo seguono: i sintomi prodromici possono comparire ore o giorni prima dell’attacco, mentre la fase postdromica, con dolore residuo più lieve e una sensazione di stanchezza o, al contrario, di sollievo, può durare ancora qualche ora o estendersi ai giorni successivi.
Quali sono i sintomi dell’emicrania con aura?
L’aura è un insieme di disturbi neurologici che precede il dolore di circa un’ora e talvolta prosegue anche dopo la sua comparsa. I segnali più frequenti sono di tipo visivo e interessano entrambi gli occhi: fastidio per la luce, percezione di lampi luminosi, macchie scure, visione annebbiata o oscuramento di metà del campo visivo. Possono comparire anche formicolio e intorpidimento che partono dalla mano e risalgono fino al volto, ipersensibilità a odori e suoni, nausea e difficoltà a parlare.
Come si capisce se si tratta di emicrania?
Il primo orientamento arriva dall’osservazione delle caratteristiche del dolore – pulsante, localizzato, che peggiora con il movimento – e delle fasi che accompagnano l’attacco. Per arrivare a una diagnosi, il medico ricorre anche a esami e test neurologici, utili a escludere altre condizioni che possono provocare mal di testa, come problemi cardiaci o circolatori, disturbi della vista o dell’articolazione temporo-mandibolare.
Perché è utile tenere un diario del mal di testa?
Il diario del mal di testa è uno strumento che aiuta il medico a formulare una diagnosi più accurata. Annotare per alcune settimane quando compaiono gli attacchi, quanto durano, dove è localizzato il dolore, se sono presenti sintomi come l’aura e quali farmaci vengono assunti permette di riconoscere la tipologia di emicrania e di valutare l’efficacia delle terapie, facilitando anche l’individuazione di eventuali ricorrenze degli episodi.


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