PUNTI CHIAVE
- L’igiene dentale professionale rimuove il tartaro dalle superfici dentali e subgengivali, riducendo il rischio di carie, gengivite e parodontite.
- La frequenza consigliata dell’igiene dentale professionale dipende da fattori di rischio e caratteristiche del paziente: ogni 3-4 mesi per chi ha un rischio elevato (fumatori, pazienti diabetici, chi ha già avuto parodontite o carie frequenti), ogni 6-12 mesi per chi mantiene una buona igiene domiciliare senza fattori di rischio specifici.
- Rimandare la pulizia favorisce l’accumulo di tartaro e può portare, nel tempo, a conseguenze anche severe dovute all’accumulo di tartaro, tra cui la parodontite.
L’igiene dentale professionale è uno degli strumenti principali per prevenire carie, gengivite e parodontite, e merita dunque di essere eseguita con cadenza regolare. Rimandare i controlli, infatti, può avere conseguenze che vanno ben oltre l’aspetto estetico.
Vediamo ogni quanto andrebbe ripetuta e i rischi cui ci si espone trascurando questa parte della prevenzione orale.
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Qual è la differenza tra pulizia dentale e igiene professionale?
L’igiene orale casalinga, fatta di spazzolamento e uso del filo interdentale o scovolino, serve a rimuovere i residui alimentari e la placca batterica, lo strato che si deposita sui denti. Quest’ultima, se non rimossa regolarmente, si mineralizza trasformandosi in tartaro, un materiale duro che aderisce alla superficie dentale e alle zone subgengivali e che nessuno spazzolino, per quanto efficiente, riesce a eliminare.
È qui che interviene l’igiene dentale professionale, una procedura eseguita dall’igienista dentale con strumenti specifici che prevede diversi passaggi:
- detartrasi, ovvero la rimozione del tartaro sopragengivale con ablatore ultrasonico, e, quando necessaria, la levigatura radicolare per rimuovere i depositi subgengivali
- lucidatura dei denti con paste abrasive o air polishing, per eliminare le macchie superficiali legate a caffè, tè, vino o fumo e levigare le superfici così da renderle meno adatte all’adesione batterica.
Oltre alla pulizia, l’igiene professionale ha una funzione diagnostica: durante la seduta l’igienista osserva lo stato delle gengive, la presenza di tasche parodontali, eventuali carie in fase iniziale e abitudini di igiene domiciliare da correggere.
L’igiene professionale è quindi un complemento alla pulizia quotidiana: la sua efficacia dipende in larga misura dalla qualità dell’igiene praticata a casa ogni giorno.
Ogni quanto fare l’igiene dentale?
La frequenza con cui sottoporsi a una seduta di igiene dentale dipende dal profilo di rischio individuale, che l’odontoiatra o l’igienista valuta in base alla storia clinica, alle abitudini di igiene e alla presenza di fattori predisponenti.
Per chi mantiene una buona igiene domiciliare, non fuma, non ha patologie sistemiche che interferiscono con la salute orale e non ha storia di problemi parodontali, una seduta ogni 6-12 mesi può essere sufficiente. In questo caso, la seduta di igiene professionale serve principalmente a rimuovere i depositi di tartaro nelle zone meno accessibili e a verificare che non siano comparsi nuovi problemi.
Una cadenza più ravvicinata, ogni 3-4 mesi, può essere raccomandata invece in presenza di fattori di rischio quali:
- fumo: il tabacco riduce la vascolarizzazione gengivale, maschera il sanguinamento e aumenta il rischio di parodontite
- diabete: l’iperglicemia cronica altera la risposta immunitaria locale e favorisce infezioni gengivali più gravi e difficili da controllare
- parodontite già diagnosticata o carie frequenti
- presenza di apparecchi ortodontici fissi, che rendono più difficile la rimozione della placca
- gravidanza: le variazioni ormonali aumentano la sensibilità delle gengive e la predisposizione alla gengivite gravidica.
Cosa succede se non si fa la pulizia dei denti?
LE DOMANDE PIÙ FREQUENTI DEI PAZIENTI
Le domande più frequenti dei pazienti
L’igiene dentale professionale fa male?
In genere l’igiene professionale non è dolorosa, ma la sensazione varia in base alla quantità di tartaro presente, alla profondità dei depositi subgengivali e alla sensibilità individuale. Chi ha gengive infiammate o tasche parodontali profonde può avvertire fastidio durante il trattamento.
I bambini devono fare l’igiene dentale professionale?
Sì, a partire dall’eruzione dei primi denti permanenti. L’igiene professionale in età pediatrica ha principalmente una funzione preventiva: rimuove la placca nelle zone difficili da raggiungere, permette di applicare fluoruri topici e di valutare il rischio carie individuale. La frequenza è stabilita dall’odontoiatra in base alle abitudini di igiene e alla dieta.
Qual è la differenza tra igiene dentale e ablazione del tartaro?
L’ablazione del tartaro è tecnicamente parte dell’igiene dentale professionale: indica la rimozione meccanica dei depositi calcificati tramite un ablatore ultrasonico o strumenti manuali. L’igiene dentale professionale completa comprende, oltre alla detartrasi, la lucidatura delle superfici dentali, l’eventuale levigatura radicolare in caso di tasche parodontali e la valutazione complessiva della salute orale.
Cosa succede se non si fa l’igiene dentale dal dentista?
Il tartaro che non viene rimosso si accumula nel tempo, irritando le gengive e creando un ambiente favorevole ai batteri responsabili della parodontite. Nelle fasi iniziali il processo è reversibile: una seduta di igiene professionale e il miglioramento dell’igiene domiciliare sono sufficienti a riportare le gengive alla normalità. Se il processo viene ignorato per anni, il danno all’osso alveolare può essere permanente.


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