L’uso corretto degli antibiotici è cruciale per evitare l’antibiotico-resistenza, una condizione che riduce l’efficacia delle cure e aumenta il rischio di complicanze. Per tutelare la salute è essenziale assumere i farmaci solo su prescrizione, attenendosi al dosaggio, alla durata e agli intervalli indicati dal medico, evitando il fai da te e non utilizzandoli contro virus come raffreddore e influenza. Ulteriori accortezze – come prestare attenzione all’esposizione al sole e seguire le indicazioni su quando assumere il farmaco rispetto ai pasti, poiché alcuni alimenti possono interferire con l’assorbimento – contribuire a ridurre gli effetti indesiderati e garantire la massima efficacia del trattamento.
Nel corso degli ultimi decenni, gli antibiotici hanno reso il nostro organismo più resistente alle infezioni batteriche, moltiplicando le possibilità di prevenire e curare patologie che solo un secolo fa erano difficili da trattare. Tuttavia, il loro utilizzo eccessivo e inappropriato rischia di indebolirci, riducendone l’efficacia proprio nei confronti delle malattie che dovrebbero debellare. Questo fenomeno si chiama antibiotico-resistenza e rappresenta un’emergenza sanitaria di dimensioni mondiali.
La soluzione è nelle nostre mani e passa attraverso un uso più responsabile di questi medicinali. Esaminiamo allora le buone pratiche per un utilizzo corretto degli antibiotici negli adulti e nei bambini e quali sono le precauzioni da adottare per far sì che le terapie siano efficaci e non correre rischi.
Cosa sono gli antibiotici e quando è necessario assumerli?
Gli antibiotici sono medicinali usati per curare e prevenire le malattie infettive di origine batterica. Impediscono infatti la crescita e la diffusione dei microrganismi e ne provocano la morte. In genere vengono prescritti dal medico in presenza di infezioni che da sole difficilmente guarirebbero o che impiegherebbero troppo tempo a farlo.
Poiché sono medicinali formulati per contrastare i batteri, non hanno effetto contro le infezioni causate da virus, per esempio in caso di raffreddore e influenza.
Non esiste un unico antibiotico efficace contro tutti i batteri. Ce ne sono diversi tipi, ciascuno dei quali agisce con meccanismi differenti e su patogeni specifici, quindi funziona per determinate infezioni e non per altre. È il medico, dopo la diagnosi, a decidere se è necessario ricorrere all’antibiotico e quale impiegare. È importante attenersi alle sue prescrizioni, perché un utilizzo scorretto di questi medicinali ha conseguenze gravi, sia per la salute del singolo sia per quella della collettività. Vediamo nello specifico perché, e quali pericoli si corrono se si abusa di un antibiotico.
Quali sono le conseguenze dell’antibiotico-resistenza?
Le infezioni causate da batteri antibiotico-resistenti sono più difficili da curare: si associano a un decorso più lungo, a una maggiore probabilità che il trattamento non funzioni e, di conseguenza, a un più elevato pericolo di complicanze anche gravi.
Come riportato dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), in Europa circa 35.000 persone muoiono ogni anno per un’infezione legata a batteri resistenti agli antibiotici, in Italia 12.000. Purtroppo questa tendenza è in vertiginoso aumento, e prospetta il pericolo che, in futuro, sarà più difficile avere disponibili antibiotici in grado di curare le infezioni.
Per proteggerci da questo problema di salute pubblica, tutti noi possiamo fare qualcosa di concreto, ovvero imparare a usare questi medicinali in modo appropriato.

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Consigli per l’uso corretto degli antibiotici: cosa fare e cosa non fare
Usarli solo quando sono necessari, nei dosaggi e con le modalità consigliate dal medico, evitando eccessi e fai da te. Ecco, in una frase, la regola da seguire per un utilizzo corretto degli antibiotici. Approfondiamo, allora, una per una le buone pratiche da adottare per assumerli in modo responsabile.
Prendere gli antibiotici solo se prescritti dal medico
Gli antibiotici devono essere assunti esclusivamente dietro prescrizione del medico, seguendo le sue indicazioni in termini di durata, dosaggio e modalità di trattamento, come ricorda la guida Cosa sappiamo sugli antibiotici del Ministero della Salute. L’automedicazione è da evitare, perché inutile e pericolosa. In questo senso è importante:
- non acquistare antibiotici in farmacia senza prescrizione medica
- non utilizzare antibiotici avanzati da precedenti terapie, neanche in presenza di sintomi simili a quelli della malattia per cui erano stati prescritti, perché molte infezioni, pur con disturbi analoghi, possono essere causate da batteri diversi.
Queste buone abitudini fanno sì che la terapia sia efficace e minimizzano il rischio di sviluppare batteri resistenti.
Non utilizzare gli antibiotici contro infezioni virali
È fondamentale non assumere antibiotici per curare infezioni virali come il raffreddore e l’influenza perché questi farmaci non sono efficaci contro questo tipo di patologie e possono addirittura risultare dannosi. Tra l’altro, fatta eccezione per malattie gravi come la polmonite, in genere la maggior parte delle infezioni respiratorie causate da virus guariscono da sole, senza necessità di alcun trattamento farmacologico. Se lo ritiene necessario, il medico potrà prescrivere degli antivirali per accelerare il processo. Solo in presenza di complicanze batteriche di una malattia virale può essere utile ricorrere agli antibiotici, sempre dietro prescrizione medica.
Rispettare il dosaggio raccomandato
Oltre a prendere gli antibiotici solo se prescritti dal medico, è anche essenziale assumerli nella dose indicata. Aumentare autonomamente il dosaggio, infatti, non li rende più efficaci e non aiuta a guarire più velocemente: espone solo al rischio di effetti collaterali. Se, quindi, i sintomi non scompaiono dopo qualche giorno dall’inizio della terapia, è consigliabile segnalarlo al medico, che valuterà se è necessario modificarla.
Attenersi alla frequenza di assunzione indicata
È importantissimo rispettare la frequenza di assunzione degli antibiotici indicata dal medico, che tendenzialmente prevede la somministrazione ogni 8, 12 o 24 ore. Attenersi a questi intervalli di tempo assicura l’efficacia della terapia, perché permette di mantenere costante la concentrazione di antibiotico nel sangue, un fattore determinante per uccidere i batteri e consentire la guarigione.
E se si dimentica di assumere una dose di antibiotico? Mai raddoppiare la successiva per recuperarla: questa pratica, infatti, potrebbe portare a un sovradosaggio dagli effetti collaterali molto seri. Per qualsiasi dubbio, è bene chiedere consiglio al medico per essere sicuri di adottare i comportamenti corretti e non commettere imprudenze che potrebbero mettere a rischio la salute.
Non interrompere o prolungare la terapia di propria iniziativa
Occorre attenersi alla durata della terapia indicata dal medico, senza interromperla o prolungarla. Di solito gli antibiotici vengono prescritti per un arco di tempo variabile dai 3 ai 14 giorni, anche se esistono antibiotici monodose che prevedono un’unica somministrazione, per esempio quelli contro le infezioni alle vie urinarie come la cistite maschile e femminile.
Se l’assunzione viene interrotta prima del dovuto, la cura non sarà efficace, quindi è essenziale prendere i medicinali per tutto il periodo prescritto, anche se nel frattempo i sintomi sono scomparsi. Allo stesso modo, è sbagliato prolungare l’assunzione degli antibiotici oltre la durata indicata. Se si ha la sensazione che la cura non sia stata efficace, la soluzione è sempre rivolgersi al medico, che valuterà la situazione e suggerirà le strategie più opportune per accelerare la guarigione.

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Troppi antibiotici nei bambini: quando servono davvero?
Le regole per un uso corretto degli antibiotici sono particolarmente rilevanti in età pediatrica: una fase delicata in cui l’assunzione di antibiotici è una soluzione largamente diffusa, ma spesso non la più appropriata.
A evidenziarlo è una ricerca condotta dall’Università di Torino e Fenagifar e presentata al Ministero della Salute nell’ambito di un incontro sul tema dell’antimicrobico-resistenza, da cui emerge che quattro bambini su dieci che manifestano mal di gola e febbre non hanno bisogno dell’antibiotico.
Dei 1.914 test rapidi per lo streptococco beta-emolitico di gruppo A eseguiti in 778 farmacie italiane, solo il 45% dei test è infatti risultato positivo. Ciò significa che in oltre la metà dei casi l’infezione non è di origine batterica e quindi non richiede una terapia antibiotica.
Il dato è significativo e conferma quanto sia cruciale evitare prescrizioni non necessarie, che espongono a effetti collaterali e alimentano il fenomeno dell’antibiotico-resistenza. Ribadisce inoltre il ruolo decisivo di uno strumento semplice quanto prezioso: il tampone faringeo, capace di distinguere in pochi minuti infezioni batteriche da quelle virali, e di orientare con criterio le terapie.
Quando l’antibiotico è indicato, i tempi di ripresa nei bambini dipendono dal tipo di infezione e dal farmaco utilizzato: in molte infezioni batteriche comuni si osserva un miglioramento dei sintomi entro 48-72 ore dall’inizio della terapia. Per un recupero completo e l’eliminazione definitiva del batterio, si deve completare l’intero ciclo prescritto, così da ridurre il rischio di recidive o resistenze.
Precauzioni da adottare durante la terapia antibiotica
Oltre a seguire le regole per un utilizzo sicuro degli antibiotici, è utile adottare alcune precauzioni per minimizzare il rischio di disturbi e migliorare l’efficacia delle cure. Vediamo insieme le principali.
Si può prendere il sole durante la cura con gli antibiotici?
Alcuni antibiotici, se ci si espone al sole durante la loro assunzione, possono scatenare reazioni di fotosensibilizzazione che si manifestano con irritazione della pelle, comparsa di macchie rosse e bollicine. Questo fenomeno non è grave, ma può essere fastidioso, soprattutto per bambini e anziani. Per questo motivo, se si è in cura con gli antibiotici, prima di esporsi al sole è bene chiedere consiglio al medico.
Quando va preso l’antibiotico, prima o dopo i pasti?
Alimentazione e antibiotici: ci sono cibi da evitare?
E per quanto riguarda l’alimentazione? Ci sono cibi da evitare? Esistono, in merito, alcuni falsi miti che è bene sfatare, come quello secondo il quale sarebbe bene non mangiare le uova. Si tratta di un’indicazione priva di fondamento, come sottolinea l’Istituto Superiore di Sanità: non c’è alcuna evidenza scientifica, infatti, che dimostri che il consumo di uova sia nocivo o renda la cura antibiotica meno efficace. Probabilmente questa falsa credenza deriva dal fatto che in origine questi farmaci venivano prodotti utilizzando l’albumina, una proteina che deriva dall’uovo: per questo motivo, si pensava che le uova potessero interferire con la loro efficacia. Ora, con la produzione su scala industriale degli antibiotici e l’impiego di sostanze di sintesi, non c’è alcuna ragione per rinunciare alle uova durante la loro assunzione.
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Le domande più frequenti dei pazienti
Perché non bisogna mai assumere antibiotici senza prescrizione?
Assumere antibiotici senza una reale causa che lo richieda può essere dannoso e favorire l’antibiotico-resistenza.
La terapia antibiotica può essere prolungata per sicurezza?
No, prolungare la cura senza indicazione medica espone a effetti indesiderati e favorisce lo sviluppo di resistenze. Qualora si abbiano dubbi sull’efficacia della cura, è necessario consultare il medico.
Perché è importante rispettare la frequenza delle dosi?
Mantenere costante il livello di antibiotico nel sangue è fondamentale per eliminare completamente i batteri. Assunzioni irregolari aumentano il rischio di fallimento terapeutico.
Gli antibiotici possono essere presi con latte o latticini?
In alcuni casi no, poiché il calcio può interferire con l’assorbimento di specifici antibiotici. È preferibile attenersi alle modalità di assunzione indicate dallo specialista.


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