L’idrossiapatite è un minerale naturale che costituisce la struttura principale dello smalto dentale e della dentina. È al centro dell’interesse scientifico per il suo potenziale ruolo nella rimineralizzazione delle superfici dentali esposte all’erosione, sebbene siano necessari ulteriori studi per confermare pienamente la sua efficacia. La prevenzione resta l’arma più efficace per mantenere una buona salute orale: igiene quotidiana accurata, controlli regolari ed eventuali trattamenti professionali aiutano a proteggere lo smalto e ridurre il rischio di carie.
Il calcio presente nei tessuti ossei dell’organismo umano è per la quasi totalità costituito di idrossiapatite, un minerale presente nello smalto e nella dentina, che conferisce a questi tessuti durezza e consistenza. La carenza di questo materiale nei tessuti ossei del nostro organismo può causare molte patologie, tra cui l’osteoporosi, che provoca fragilità ossea e che colpisce soprattutto le donne di età superiore ai 50 anni.
Da qualche anno però, si sente sempre più spesso parlare di idrossiapatite per motivi di altra natura, ovvero per la sua capacità di riparare lo smalto dentale. Proviamo ad approfondire le caratteristiche di questo minerale, e a capire se, e in che modo, costituisce un rimedio contro l’erosione dello smalto.
Che cosa è l’idrossiapatite?
L’idrossiapatite è un minerale composto da calcio e fosfato, presente in grande quantità nei tessuti duri dell’organismo. Costituisce la struttura principale dello smalto e della dentina e, insieme ad altre apatiti come fluorapatite e cloroapatite, contribuisce alla durezza e resistenza dei denti e alla loro capacità di sopportare le sollecitazioni quotidiane.
Nel cavo orale questo equilibrio può però essere compromesso dalla presenza di placca e tartaro. I batteri che popolano queste formazioni, tra cui il Lactobacillus, metabolizzano gli zuccheri introdotti con l’alimentazione e producono acidi che abbassano il pH della bocca. Quando l’ambiente diventa più acido, l’idrossiapatite tende a solubilizzarsi più facilmente: un processo che indebolisce la superficie dello smalto e favorisce la comparsa di erosioni e carie.
Idrossiapatite nel dentifricio: funziona?
In commercio vi sono molti prodotti cosmetici che promettono di riparare lo smalto dei denti, o perlomeno, la parte più esterna e visibile di esso. Tra questi troviamo l’idrossiapatite, utilizzata in campo medico dai primi anni del 2000, e, dunque, di comprovata sicurezza. Fatta questa premessa, è lecito chiedersi: è possibile che un dentifricio a base di idrossiapatite sia capace di riparare i denti?
Ricordando che lo smalto dei denti non può ripararsi, non essendo un tessuto vivo, è bene scindere le capacità di riparazione dello smalto da quelle di desensibilizzazione e rimineralizzazione. Va detto inoltre che, benché l’efficacia dei prodotti in commercio sia dimostrata da studi in vitro come quello pubblicato sul “Journal of dentistry”, sono necessari ulteriori studi a lungo termine per conclusioni certe.
Un dentifricio a base di idrossiapatite, ad esempio, ha un lasso di tempo molto breve per agire e svolgere il suo ruolo “riparatore”. Per apportare dei reali benefici e mineralizzare lo smalto, l’idrossiapatite contenuta in questi prodotti dovrebbe essere in grado di riempire le fessurazioni in pochi minuti, quelli che impieghiamo solitamente per spazzolare i denti. Tutto ciò, inoltre, dovrebbe avvenire senza alcun risciacquo.
Idrossiapatite: una membrana in grado di riparare lo smalto dei denti
Tra le tecnologie che negli anni hanno suscitato particolare interesse c’è quella sviluppata dal team del dott. Shigeki Hontsu della Kinki University, in Giappone. Il gruppo di ricerca ha prodotto un sottolissimo film a base di idrossiapatite, dello spessore di 0,004 mm, ottenuto sotto vuoto mediante fasci laser proiettati su blocchi di idrossiapatite e fatto poi asciugare. L’idea alla base del progetto era quella di creare un rivestimento biomimetico simile allo smalto naturale da utilizzare per trattamenti dentali, sia a scopo terapeutico che commerciale. Il prototipo ha evidenziato tuttavia alcuni limiti tecnici – legati in particolare ai tempi di adesione alla superficie dentale, pari a circa 24 ore – che richiedono un ulteriore lavoro di ottimizzazione.
Accanto alle nuove tecnologie studiate per la riparazione dello smalto dentale, il rimedio più efficace per mantenere una bocca sana e una bella dentatura resta la prevenzione. Le buone pratiche da seguire includono:
- lavare i denti dopo i pasti
- utilizzare il filo interdentale
- effettuare la pulizia dentale almeno una volta l’anno
- sottoporsi a visite dentistiche con regolarità.
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Di didesign021/shutterstock.com
Le domande più frequenti dei pazienti
L’idrossiapatite può davvero riparare lo smalto dentale?
L’idrossiapatite può contribuire alla rimineralizzazione delle superfici dentali, aiutando a colmare microlesioni e a ridurre la sensibilità. Tuttavia, lo smalto non è un tessuto vivente e non può rigenerarsi completamente. I benefici osservati dipendono dalla formulazione del prodotto e dal tempo di contatto, ed è ancora necessario approfondire l’efficacia con studi a lungo termine.
Che differenza c’è tra rimineralizzazione e riparazione dello smalto?
La rimineralizzazione consiste nella reintegrazione di minerali come calcio e fosfato nelle zone superficiali dello smalto indebolito. La “riparazione” completa dello smalto, invece, non è possibile, poiché le sue cellule non si rigenerano. Si tratta di rafforzamento e protezione, più che di ricostruzione vera e propria.
In quali prodotti si trova l’idrossiapatite?
L’idrossiapatite è presente in dentifrici e trattamenti pensati per migliorare la resistenza dello smalto o per ridurre la sensibilità dentale. Il suo impiego è sicuro e ben tollerato.
L’idrossiapatite aiuta a prevenire la carie?
Sì, poiché contribuisce a stabilizzare lo smalto e a contrastare gli effetti degli acidi prodotti dai batteri della placca, l’idrossiapatite può avere un ruolo nella prevenzione delle lesioni iniziali.


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