Acido folico: perché è fondamentale prima e durante la gravidanza


L’acido folico, la forma sintetica della vitamina B9, è essenziale in gravidanza. Contribuisce alla formazione del tubo neurale, la struttura embrionale da cui si sviluppano cervello e midollo spinale del feto, che si sviluppa nelle primissime settimane di gravidanza. Un apporto adeguato in questa fase può ridurre fino al 70% il rischio di difetti gravi come la spina bifida e l’anencefalia. Le linee guida raccomandano di iniziare l’integrazione (400 mcg al giorno) almeno un mese prima del concepimento e di proseguire per tutto il primo trimestre. Nei casi a rischio elevato, il dosaggio sale a 4-5 mg su indicazione medica. L’alimentazione da sola non è sufficiente: la supplementazione resta indispensabile anche con una dieta equilibrata.

L’assunzione di acido folico è una delle prime raccomandazioni che si ricevono quando si pianifica o si inizia una gravidanza, e per una ragione precisa: la vitamina B9 – di cui l’acido folico rappresenta la forma sintetica – agisce nelle primissime settimane di sviluppo del feto.

Approfondiamo a cosa serve l’acido folico in gravidanza, quando iniziare e come assumerlo correttamente.

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Acido folico: a cosa serve in gravidanza?

L’acido folico è la forma sintetica della vitamina B9 presente in alimenti fortificati e integratori, e si differenzia dai folati, la forma naturale contenuta negli alimenti. Poiché la vitamina B9 è prodotta solo in minima parte dal corpo umano, deve essere assunta tramite la dieta o l’integrazione alimentare.

In gravidanza, la sua centralità è cruciale: la vitamina B9 partecipa alla sintesi del DNA, alla replicazione cellulare e alla crescita dei tessuti. Il ruolo più critico riguarda lo sviluppo del tubo neurale, la struttura embrionale da cui derivano il cervello e il midollo spinale del feto, che si chiude entro le prime quattro settimane dal concepimento. Una carenza di folati in questa fase può impedire la corretta chiusura del tubo neurale, aumentando il rischio di difetti del tubo neurale (DTN): condizioni gravi come la spina bifida, una malformazione della colonna vertebrale che può causare disabilità permanenti, o l’anencefalia, ovvero la mancata o parziale formazione del cranio e del cervello, incompatibile con la vita.

La letteratura scientifica internazionale ha evidenziato come l’integrazione nel periodo periconcezionale può ridurre l’incidenza di questi difetti fino al 70%. 

Benefici dell’acido folico in gravidanza

Oltre alla prevenzione dei difetti del tubo neurale, un apporto corretto di vitamina B9 in gravidanza porta con sé altri benefici documentati, sia per la madre sia per il feto:

  • prevenzione dell’anemia megaloblastica: insieme alla vitamina B12, l’acido folico è fondamentale per la produzione di globuli rossi e per il corretto trasporto dell’ossigeno nel sangue
  • sviluppo del sistema nervoso fetale: sostiene la mielinizzazione delle cellule nervose, contribuendo al buon funzionamento del sistema nervoso sin dalle prime fasi di sviluppo
  • replicazione cellulare sana: garantisce la corretta moltiplicazione delle cellule in tutti i tessuti embrionali in rapida crescita
  • possibile riduzione di altre malformazioni: alcuni studi hanno evidenziato un’associazione tra folati periconcezionali e minor rischio di cardiopatie congenite e labiopalatoschisi (il cosiddetto labbro leporino).
donna incinta seduta sul letto

L’acido folico interviene in processi fondamentali dello sviluppo fetale.

L’acido folico in gravidanza è obbligatorio?

L’integrazione con acido folico non è obbligatoria ma caldamente raccomandata. Una dieta ricca di alimenti contenenti folati – verdure a foglia verde come spinaci e broccoli, legumi, agrumi, cereali integrali – non è infatti sufficiente a coprire il fabbisogno aumentato della gravidanza. Poiché la vitamina B9 è idrosolubile, inoltre, la sua biodisponibilità viene ridotta dalla cottura e la conservazione degli alimenti.

Quando si inizia a prendere l’acido folico in gravidanza?

La raccomandazione è di iniziare l’integrazione almeno un mese prima del concepimento e di proseguirla per tutto il primo trimestre.

Bisogna considerare, infatti, che il tubo neurale si chiude entro la quarta settimana di gestazione. Per arrivare a questa finestra con livelli di folati adeguati nel sangue, l’integrazione deve essere, dunque, già in corso da settimane. Per questo, quando si programma una gravidanza o comunque non la si esclude, è essenziale procedere con la supplementazione. Si tratta di un aspetto decisivo di cui ancora molte donne non sono consapevoli, come dimostra un’indagine condotta nel 2022.

Il dosaggio standard raccomandato è di 400 microgrammi al giorno. Nei casi ad alto rischio – precedenti gravidanze con difetti del tubo neurale, obesità, terapia con farmaci antiepilettici o mancata assunzione in tempi precoci – il dosaggio può arrivare a 5 mg al giorno, sempre sotto stretto controllo dello specialista.

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donna assume acido folico in gravidanza

Quando si programma una gravidanza è raccomandata l’assunzione di acido folico almeno un mese prima del concepimento.

Le domande più frequenti dei pazienti

L’acido folico va assunto anche se la gravidanza non è pianificata?

L’integrazione di 400 mcg al giorno è raccomandata a tutte le donne in età fertile che non escludano la possibilità di una gravidanza, proprio perché una quota significativa dei concepimenti non è programmata. A questi dosaggi, l’acido folico è considerato privo di effetti tossici anche in caso di assunzione continuativa nel tempo.

Cosa succede se si inizia ad assumere l’acido folico solo dopo la scoperta della gravidanza?

Iniziare subito dopo il test positivo è comunque utile. La fase più critica per la chiusura del tubo neurale è già trascorsa, ma il folato rimane essenziale per numerosi altri processi di sviluppo durante l’intero primo trimestre e oltre.

Gli alimenti ricchi di vitamina B9 sono sufficienti in gravidanza?

La biodisponibilità dei folati alimentari è ridotta da cottura e conservazione, e il fabbisogno in gravidanza supera ampiamente quanto assimilabile con la sola dieta. La supplementazione con acido folico sintetico resta quindi raccomandata a tutte le future mamme, indipendentemente dalla qualità dell’alimentazione.

L’acido folico ha effetti collaterali?

Al dosaggio standard di 400 mcg al giorno, l’acido folico è considerato sicuro e privo di effetti collaterali rilevanti, anche in caso di uso prolungato. Dosaggi superiori a 5 mg giornalieri richiedono invece una prescrizione e monitoraggio medico, poiché potrebbero mascherare una carenza di vitamina B12. 

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