Immunoterapia per allergie: quando viene proposta e come funziona


L’immunoterapia allergene-specifica è un trattamento che agisce sulle cause delle allergie, modificando la risposta del sistema immunitario e non limitandosi a controllare i sintomi. È indicata soprattutto per le allergie IgE-mediate e si basa sulla somministrazione progressiva dell’allergene per indurre tolleranza. Può essere effettuata per via sottocutanea o sublinguale, ha una durata di almeno tre anni e richiede la supervisione dell’allergologo. Non è adatta in presenza di alcune condizioni, come asma non controllata, patologie autoimmuni gravi o tumori. Gli effetti collaterali sono generalmente lievi: locali nella forma iniettiva (rossore, gonfiore, prurito) o a carico del cavo orale e gastrointestinale nella forma sublinguale; le reazioni sistemiche sono rare.

Antistaminici, spray nasali, colliri sono rimedi ben noti a chi soffre di allergie. Funzionano, ma solo finché si assumono. Esiste però un percorso terapeutico che punta più in profondità, agendo sul meccanismo alla base della reazione allergica. Si tratta dell’immunoterapia allergene-specifica, nota anche come desensibilizzazione allergica o vaccino antiallergico.

Come funziona, per chi è indicata e quanto dura? Ne parliamo in questo articolo.

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Che cos’è l’immunoterapia per l’allergia e come funziona?

A differenza dei comuni farmaci antiallergici, che controllano i sintomi senza incidere sulle loro cause, l’immunoterapia allergene-specifica interviene sul meccanismo immunitario responsabile della reazione. Si basa su un principio semplice: somministrare all’organismo dosi progressivamente crescenti dell’allergene, fino a indurre una tolleranza immunitaria.

Il risultato è un sistema immunitario che impara a non reagire in modo sproporzionato a determinate sostanze, riducendo l’intensità e la frequenza dei sintomi, o azzerandoli del tutto. La differenza rispetto alla terapia sintomatica è sostanziale: un antistaminico spegne la risposta, l’immunoterapia la rieduca.

Il trattamento è indicato per le allergie IgE-mediate:

  • allergie respiratorie (pollini, acari, muffe, peli di animali) difficili da controllare con i farmaci
  • allergie in cui non è possibile ridurre il contatto con l’allergene
  • allergie gravi al veleno di imenotteri (api, vespe, calabroni), per cui la desensibilizzazione può essere salvavita
  • pazienti con rinite allergica a rischio di sviluppare asma bronchiale.

La somministrazione può avvenire in due modalità:

  • SCIT (immunoterapia sottocutanea): prevede l’iniezione del vaccino da parte dello specialista in ambulatorio, prima con cadenza settimanale, poi mensile. Prevede un periodo di osservazione di circa trenta minuti dopo ogni dose per escludere eventuali reazioni avverse
  • SLIT (immunoterapia sublinguale): consiste nell’assunzione quotidiana domiciliare di gocce o compresse da sciogliere sotto la lingua. Il profilo di sicurezza è generalmente molto favorevole.

La scelta tra le due dipende dal tipo di allergia e dalle caratteristiche del paziente.

Quali sono le controindicazioni all’immunoterapia specifica per l’allergia?

Tra le condizioni che controindicano l’immunoterapia per allergie ci sono:
  • tumori
  • asma severa e non controllata
  • gravi patologie autoimmuni o immunodeficienze
  • bambini piccoli (sotto i 5-6 anni), il cui sistema immunitario è ancora immaturo.

L’immunoterapia può avere effetti collaterali?

Il rischio di effetti indesiderati è molto contenuto.

Per quanto riguarda l’immunoterapia sottocutanea (SCIT), gli effetti collaterali più comuni si manifestano nella sede dell’iniezione e includono arrossamento, gonfiore, prurito o dolore. Eventuali reazioni sistemiche sono rare.

Nel caso dell’immunoterapia sublinguale (SLIT), le reazioni più frequenti sono lievi e riguardano soprattutto il cavo orale, con prurito o fastidio, talvolta accompagnati da nausea. Raramente possono comparire disturbi gastrointestinali, come vomito o dolore addominale, oppure sintomi come rinite, congiuntivite o orticaria.

uomo con allergia primaverile

L’immunoterapia è l’unico trattamento in grado di agire sulle cause di un’allergia.

Quanto dura il trattamento?

La durata minima è in genere di tre anni, che può salire a cinque. In caso di allergie al veleno di insetti, la durata può prolungarsi.

Nelle fasi iniziali le somministrazioni sono più ravvicinate; una volta raggiunta la dose di mantenimento, si diradano. I miglioramenti più evidenti emergono di solito nel corso del secondo anno, mentre per molti pazienti è il terzo anno a segnare la risposta più completa. I benefici persistono a lungo anche dopo la fine del trattamento, a differenza dei farmaci sintomatici.

L’allergologo è la figura di riferimento in questo percorso. Dopo aver individuato con precisione gli allergeni responsabili delle reazioni – attraverso test cutanei come il prick test e, dove necessario, esami del sangue – procede a definire il protocollo più adatto e a monitorare nel tempo la risposta clinica. Il follow-up permette di adattare i dosaggi, cogliere eventuali reazioni e valutare se proseguire o rivedere l’approccio in assenza di miglioramenti dopo il primo anno.

La costanza è determinante: interruzioni o somministrazioni saltate possono compromettere l’efficacia della terapia. Per questo il percorso richiede un’adesione consapevole fin dall’inizio.

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vaccino per immunoterapia allergia

La durata minima del vaccino è di almeno 3 anni.

Le domande più frequenti dei pazienti

Il vaccino antiallergico funziona per tutti i tipi di allergia?
No, è indicato soprattutto per le allergie respiratorie e per quelle al veleno di insetti, cioè le forme IgE-mediate. Non è invece generalmente utilizzato per allergie alimentari, che hanno meccanismi diversi.

Ci sono effetti collaterali?
Nella maggior parte dei casi le reazioni sono lievi e localizzate, come rossore nel punto di iniezione o fastidio orale nella forma sublinguale. Le reazioni più importanti sono rare e, soprattutto per la via iniettiva, vengono prevenute e gestite con un monitoraggio successivo alla somministrazione.

Quando è il momento giusto per iniziare l’immunoterapia?
Per le allergie stagionali si consiglia di iniziare prima del periodo di esposizione ai pollini, mentre per quelle perenni è possibile avviare il trattamento in qualsiasi momento. In generale, iniziare nelle fasi precoci della malattia aumenta l’efficacia.

I bambini possono fare l’immunoterapia?
Sì, di solito a partire dai 5-6 anni, una volta che il sistema immunitario è arrivato a maturazione.

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