Il virus intestinale nei bambini è una gastroenterite virale causata soprattutto da rotavirus, norovirus e adenovirus. Provoca sintomi improvvisi come vomito, diarrea, febbre e mal di pancia, con un rischio aumentato di disidratazione nei più piccoli. La trasmissione avviene sia in modo diretto (mani contaminate) sia indiretto (superfici e oggetti condivisi), soprattutto in luoghi molto frequentati come scuole e asili. La fase acuta dura in genere 2-7 giorni e si gestisce con reidratazione, alimentazione leggera e riposo. È importante rivolgersi al pediatra in caso di vomito persistente, forte disidratazione o sintomi che si protraggono oltre la norma.
Vomito, diarrea e febbre che compaiono in poche ore: quando il virus intestinale colpisce i bambini, può mettere in difficoltà tutta la famiglia, soprattutto se il piccolo è molto agitato, non riesce a mangiare o si disidrata facilmente.
La gastroenterite virale è tra le infezioni più comuni in età pediatrica, e si diffonde con rapidità, soprattutto nei mesi invernali e nei contesti in cui i bambini condividono spazi e giochi. Scopriamo quali sono le sue cause, i sintomi e i rimedi per gestirla al meglio e prevenire complicanze.
Influenza intestinale nei bambini: virus responsabili e contagio
I virus responsabili della maggior parte dei casi di gastroenterite in età pediatrica sono:
- rotavirus, più diffuso tra neonati e bambini sotto i 5 anni, specie nei mesi invernali. Può portare a sviluppare gastroenteriti severe che talvolta richiedono il ricovero ospedaliero. Grazie alla vaccinazione disponibile, può essere tuttavia combattuto in modo efficace
- norovirus, la causa più comune di influenza intestinale, colpisce in particolare i bambini tra i 6 e i 18 mesi. È attivo durante tutto l’anno, con un picco tra novembre e aprile. Il vomito è il sintomo caratteristico di questo virus
- adenovirus, il cui target sono i bambini sotto i due anni.
Si trasmettono principalmente per via oro-fecale. Il contagio può avvenire in modo diretto quando il bambino entra in contatto con mani contaminate da particelle virali, provenienti dalle feci o dal vomito di una persona infetta. Può accadere, ad esempio, dopo l’uso del bagno o giocando a contatto con altri bambini. Se successivamente il piccolo porta le mani alla bocca, il virus può entrare nell’organismo e dare inizio all’infezione.
La trasmissione può essere anche indiretta attraverso il contatto con oggetti o superfici contaminate (giocattoli, fasciatoi, maniglie, asciugamani, biberon), sulle quali il virus può rimanere attivo per diverse ore. Gli ambienti chiusi e molto frequentati – come scuole, asili o centri sportivi – favoriscono questo tipo di contagio, perché i virus si trasferiscono facilmente da una superficie all’altra e poi alle mani dei bambini.
Una volta contratto, il virus si replica rapidamente nell’organismo, provocando l’infiammazione della mucosa gastrointestinale e l’insorgenza dei sintomi tipici.
Come capire se un bambino ha il virus intestinale?
Il virus intestinale nei bambini si riconosce per una combinazione di sintomi tipici, che spesso compaiono all’improvviso. I più comuni includono:
- nausea
- vomito
- mal di pancia o crampi addominali
- diarrea acquosa
- inappetenza
- febbre lieve o moderata
- irritabilità
- malessere generale.
Oltre ai sintomi gastrointestinali, è importante osservare eventuali segnali di disidratazione, più frequente nei bambini piccoli:
- bocca secca
- pianto senza lacrime
- occhi scavati
- urine scarse (pannolino asciutto dopo molte ore)
- sonnolenza eccessiva
- irritabilità marcata.
Se il bambino non riesce a trattenere i liquidi, vomita continuamente o appare molto debole, è consigliabile rivolgersi subito al pediatra.

I sintomi di virus intestinale nei bambini includono: nausea, vomito, crampi addominali, diarrea acquosa, inappetenza, febbre, irritabilità e malessere generale.
Quanto dura l’influenza intestinale nei bambini?
La durata del virus intestinale nei bambini varia in base all’agente responsabile e da caso a caso. In genere, la gastroenterite virale dura dai 2 ai 7 giorni, con una fase più intensa nelle prime 24-48 ore:
- il vomito tende a risolversi entro le prime 24 ore
- la diarrea può proseguire anche per 3-5 giorni
- la febbre può essere presente per 1-2 giorni.
È normale che, dopo la fase acuta, il bambino sia più affaticato e che l’intestino impieghi qualche giorno a ritrovare il proprio equilibrio. Se però vomito, diarrea o febbre persistono oltre i tempi attesi, è bene consultare il pediatra per escludere altre cause o complicanze come la disidratazione.
Cosa dare per l’influenza intestinale ai bambini?
La gestione del virus intestinale si basa soprattutto sulla reidratazione e su semplici accorgimenti che aiutano a calmare i sintomi:
- idratazione costante: acqua, tisane tiepide o soluzioni reidratanti orali permettono di reintegrare liquidi e sali minerali. Vanno offerte a piccoli sorsi e con regolarità
- cibi leggeri: una volta che il vomito diminuisce, si può riprendere una dieta graduale a base di pane, cracker, patate lesse, riso, carote, pollo o tacchino, yogurt bianco. Vanno evitati invece cibi grassi, fritture, bevande zuccherate o gassate
- farmaci: gli antipiretici possono essere usati se indicati dal pediatra in caso di febbre elevata o malessere importante. Antidiarroici e antibiotici non vanno mai somministrati senza prescrizione, perché inutili nelle forme virali e potenzialmente dannosi.
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La gestione del virus intestinale si basa soprattutto sulla reidratazione.
Le domande più frequenti dei pazienti
Quando preoccuparsi per il virus intestinale?
È bene consultare il pediatra quando il bambino presenta: segni di disidratazione (urine scarse, sonnolenza, occhi infossati, pianto senza lacrime, sonnolenza insolita); vomito continuo che impedisce di bere; sangue nelle feci o diarrea che dura più di 4-5 giorni; febbre alta persistente; forte dolore addominale.
Cosa può mangiare un bambino con il virus intestinale?
All’inizio è prioritario idratare il bambino con acqua o soluzioni reidratanti orali. Quando il vomito diminuisce, si può introdurre una dieta leggera: riso, patate lesse, cracker, pane, carote, pollo o tacchino, yogurt bianco. Sono da evitare cibi grassi, fritti, bevande zuccherate o gassate.
Il virus intestinale si può prevenire?
È possibile ridurre il rischio di contagio con il lavaggio accurato delle mani e un’adeguata igiene di giochi e superfici. È importante evitare la condivisione di biberon, bottiglie e asciugamani. Può essere valutata inoltre la vaccinazione anti-rotavirus.
Il bambino può andare a scuola con il virus intestinale?
No. È importante che il bambino resti a casa finché vomito e diarrea non sono passati da almeno 24 ore, per tutelare la sua salute e ridurre il rischio di contagio di altri bambini.


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