Il lavoro domestico pesa sulle donne in misura molto maggiore rispetto agli uomini. Questo squilibrio incide sul benessere psicologico, limita il tempo per sé e ostacola la partecipazione al lavoro e alla vita sociale. Superare la disparità richiede un cambiamento condiviso: riconoscere il valore del lavoro di cura, redistribuire compiti e responsabilità, pianificare insieme la routine e sostenere politiche che favoriscano una maggiore equità tra le mura domestiche.
In molte famiglie la gestione delle mansioni domestiche non è equilibrata: le donne dedicano più del doppio del tempo rispetto agli uomini alla cura della casa, dei figli e dell’organizzazione quotidiana. Un divario che spesso non riguarda solo attività pratiche come cucinare o riordinare, ma anche tutto quel lavoro mentale e invisibile che tiene in piedi la vita familiare: programmare visite mediche, ricordare scadenze o organizzare attività scolastiche ed extrascolastiche dei figli.
Questo squilibrio, radicato in stereotipi di genere ancora molto presenti, può avere forti ripercussioni sul benessere mentale, perché comporta spesso un sacrificio del tempo dedicato alla cura di sé, al riposo e allo svago. Per molte donne, questo si traduce in stress, senso di sopraffazione e mancanza di energie.
Ma cosa intendiamo quando parliamo di ruoli di genere in famiglia? Perché, nonostante i progressi sociali, le donne continuano a svolgere la maggior parte del lavoro domestico? E soprattutto: come possiamo ridurre questo divario e costruire relazioni più equilibrate e sane?
Cosa si intende per ruoli di genere?
I ruoli di genere sono l’insieme di aspettative sociali, culturali e familiari che definiscono ciò che dovrebbe fare un uomo o una donna all’interno della società. Sono modelli che si apprendono fin dall’infanzia e che influenzano comportamenti, scelte e responsabilità quotidiane.
Quando restano rigidi, limitano l’autonomia delle persone e contribuiscono alla creazione di squilibri che incidono sulla qualità della vita.
È quanto avviene nel contesto domestico: alle donne sono attribuite la cura della casa, dei figli e la gestione della famiglia, mentre agli uomini viene più frequentemente associata la dimensione lavorativa e la responsabilità economica.
Perché le donne fanno ancora la maggior parte dei lavori domestici?
Nonostante l’aumento dell’occupazione femminile e una crescente sensibilità verso la parità, il gender gap domestico resta significativo: come segnalato dall’ONU, le donne svolgono almeno 2,5 volte in più il lavoro di cura familiare.
La disparità non riguarda solo il tempo impiegato, ma la qualità del lavoro domestico. Le donne svolgono infatti la parte più complessa e impegnativa delle incombenze familiari. Un carico mentale che richiede attenzione costante e che difficilmente può essere redistribuito se non viene prima riconosciuto.
Lo squilibrio, come si è visto, è alimentato anche da stereotipi di genere ancora radicati, che associano la cura e l’ordine al ruolo femminile rendendo “naturale” che le donne si facciano carico di più compiti. I modelli educativi in questo senso stanno cambiando, ma lo fanno lentamente: nonostante progressi significativi e la maggiore sensibilità sul tema, il quadro resta quello di una disparità significativa.
Conseguenze del gender gap domestico
A livello sociale, la scarsa valorizzazione del lavoro domestico contribuisce a renderlo invisibile, ma le conseguenze sulla qualità di vita sono concrete: maggiore stress, minore tempo per sé e una riduzione del benessere psicofisico complessivo.
Ma il problema non riguarda soltanto la disuguaglianza tra uomini e donne: ha anche conseguenze economiche rilevanti. Il lavoro domestico e di cura non retribuito pesa in modo significativo sulle possibilità di crescita personale e professionale, perché riduce il tempo e le energie che le donne possono dedicare alla formazione e al lavoro. Questo limite si traduce in meno opportunità, redditi più bassi e una minore indipendenza economica.
Il risultato è che molte donne si trovano a dover scegliere occupazioni più flessibili, spesso precarie e meno pagate, per riuscire a conciliare esigenze familiari e attività lavorativa.

Il peso della gestione domestica sulle donne è causa di stress, meno tempo per sé e una riduzione del benessere psicofisico.
Come si può risolvere la disparità di genere tra le mura domestiche?
Colmare il divario tra uomini e donne nella gestione domestica è possibile, ma richiede un cambiamento che coinvolga sia la sfera familiare sia il contesto sociale.
Il primo passo è riconoscere il valore del lavoro domestico, troppo spesso dato per scontato. Parlare apertamente della distribuzione delle responsabilità permette di superare automatismi che si tramandano nel tempo e di costruire una gestione più consapevole. È dunque fondamentale ripensare l’organizzazione quotidiana: pianificare attività e suddividere compiti.
Accanto alle scelte familiari servono politiche di supporto che facilitino la conciliazione tra vita domestica e vita lavorativa: congedi paritari, maggiore flessibilità lavorativa e investimenti nell’assistenza. Dove questi strumenti sono presenti, la partecipazione delle donne al mercato del lavoro aumenta e la disparità domestica si riduce.
Infine, è necessario investire sull’educazione dei più piccoli, abituando bambine e bambini alle stesse responsabilità, affinché la cura familiare e domestica non venga più percepita come “naturale” per le donne e opzionale per gli uomini.
La condivisione equilibrata del lavoro di cura non migliora solo il benessere individuale, con relazioni più serene, minore stress e più tempo per sé. Una divisione più equa produce effetti positivi anche sulla produttività, sull’occupazione femminile e, in ultima analisi, sull’economia nel suo complesso, rendendo la società più inclusiva e sostenibile.
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Per ridistribuire il peso della gestione domestica è necessario partire dall’educazione dei bambini.
Le domande più frequenti dei pazienti
Chi si occupa oggi della maggior parte dei lavori domestici in Italia?
Le ricerche mostrano che sono ancora le donne a farsi carico della maggior parte delle incombenze domestiche.
La disparità domestica può influire sulla salute?
Sì, carichi sbilanciati nella gestione domestica aumentano stress, affaticamento, riduzione del tempo libero e difficoltà a prendersi cura del proprio benessere fisico e mentale.
Come iniziare a riequilibrare la gestione familiare?
Partendo da un dialogo aperto e da una pianificazione condivisa, riconoscendo sia i compiti pratici sia quelli organizzativi e redistribuendoli con equità.
Come coinvolgere i figli nella gestione delle attività domestiche?
Affidare responsabilità adeguate all’età – come preparare lo zaino, riordinare la propria stanza o aiutare nell’organizzazione quotidiana – aiuta bambini e adolescenti a sviluppare autonomia e senso di responsabilità, oltre a promuovere modelli educativi più equi.


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