La febbre alta, soprattutto quando supera i 39-40 °C, può favorire lo svenimento poiché causa vasodilatazione, calo della pressione e disidratazione. Nella maggior parte dei casi si tratta di un episodio transitorio e benigno, ma può essere preoccupante quando la perdita di coscienza è improvvisa, si ripete, dura a lungo o si associa a sintomi come dolore toracico, confusione o difficoltà respiratorie. In questi casi è necessaria una valutazione medica per escludere cause cardiache o neurologiche.
Lo svenimento, o sincope, è una perdita di coscienza improvvisa e di breve durata, legata a una temporanea riduzione dell’afflusso di sangue al cervello. Può verificarsi in diverse circostanze e, in alcuni casi, anche in presenza di febbre alta: temperature corporee elevate, soprattutto sopra i 39-40 °C, infatti, possono mettere sotto stress l’organismo e favorire cali pressori e disidratazione.
Nella maggior parte dei casi l’episodio si risolve rapidamente e senza conseguenze, ma resta un evento che genera un comprensibile allarme, perché spesso viene percepito come il segnale di una condizione sottostante.
Quando si tratta di una reazione transitoria e quando, invece, è un campanello d’allarme da non sottovalutare? Proviamo a fare chiarezza.
Quando si ha la febbre si può svenire?
Lo svenimento associato alla febbre alta è un evento possibile, anche se non frequente, e nella maggior parte dei casi è legato a una risposta fisiologica dell’organismo allo stato febbrile. Quando la temperatura corporea sale rapidamente o supera i 39-40 °C, il corpo mette in atto una serie di meccanismi di compensazione che possono influire sulla pressione arteriosa e sull’irrorazione del cervello.
La febbre provoca infatti vasodilatazione periferica, cioè l’allargamento dei vasi sanguigni, con una conseguente riduzione della pressione. A questo si possono associare disidratazione, dovuta alla perdita di liquidi attraverso una sudorazione intensa e a uno scarso apporto idrico, e l’aumento della frequenza cardiaca. In queste condizioni, il flusso di sangue diretto al cervello può ridursi temporaneamente, favorendo una sincope, ovvero una momentanea perdita di coscienza.
Tra i fattori che possono aumentare il rischio di svenimento in presenza di febbre rientrano:
- temperatura molto elevata o in rapido aumento
- stato di disidratazione, frequente durante episodi febbrili prolungati
- debolezza generale, digiuno o scarso apporto calorico
- prolungata posizione eretta o rapido passaggio alla posizione eretta
- assunzione di alcuni farmaci, che possono influire sulla pressione arteriosa.
Svenimento: come si manifesta?
Lo svenimento è spesso anticipato da una serie di segnali:
- senso di malessere generale e debolezza improvvisa
- giramenti di testa o vertigini
- nausea
- annebbiamento o offuscamento della vista
- sudorazione fredda
- tachicardia
- pallore del volto.

La febbre alta può indurre disidratazione e il calo della pressione: due condizioni che possono contribuire allo svenimento.
Quando preoccuparsi per uno svenimento?
Nella maggior parte dei casi lo svenimento febbrile ha un’evoluzione benigna e si risolve in breve tempo. Per favorire il recupero è utile porre la persona svenuta in posizione sdraiata con le gambe sollevate, per favorire il ritorno di sangue al cervello.
Tuttavia, la comparsa di febbre sopra i 40 °C o di episodi di svenimento ripetuti richiede sempre una valutazione medica per escludere cause più complesse.
In generale, lo svenimento diventa motivo di preoccupazione quando non appare chiaramente collegato a fattori transitori come disidratazione o calo pressorio.
È consigliabile approfondire la situazione quando lo svenimento:
- si verifica senza sintomi premonitori
- è improvviso e violento, con caduta a terra
- si associa a dolore toracico, palpitazioni o difficoltà respiratorie
- avviene durante uno sforzo fisico o subito dopo
- è accompagnato da confusione mentale persistente, difficoltà nel parlare o nel muoversi
- si ripete più volte nel corso dello stesso episodio febbrile
- compare in soggetti con patologie cardiache note o fattori di rischio cardiovascolare.
In questi casi, la febbre può rappresentare un fattore scatenante, ma non necessariamente la causa principale dello svenimento. Alcune sincopi, infatti, possono avere origine cardiaca, neurologica o metabolica, e richiedono accertamenti mirati.
Anche la durata della perdita di coscienza è un elemento rilevante: uno svenimento tipico dura pochi secondi o al massimo uno-due minuti. Una perdita di coscienza prolungata o con recupero lento deve essere considerata un segnale di allarme.
Scopri ora come le soluzioni UniSalute Per Te possono aiutarti a prenderti cura della tua salute

Se si assiste allo svenimento di una persona, è importante farla restare sdraiata con le gambe sollevate.
Le domande più frequenti dei pazienti
La febbre alta può causare svenimento?
Sì, la febbre alta può causare svenimento, soprattutto quando è accompagnata da disidratazione, abbassamento della pressione arteriosa o debolezza generale.
È normale svenire con la febbre a 40?
Una febbre sopra i 40 °C può aumentare il rischio di sincope, ma lo svenimento va sempre valutato nel contesto clinico.
Quanto dura uno svenimento legato alla febbre?
Generalmente dura pochi secondi o al massimo uno-due minuti. Una perdita di coscienza più prolungata richiede accertamenti medici.
Quando è necessario andare al pronto soccorso?
È consigliabile rivolgersi subito a un medico se lo svenimento è improvviso, si ripete, è associato a dolore toracico, difficoltà respiratorie, confusione persistente o se riguarda persone con malattie cardiache note.


Nessun commento