L’infezione da Papilloma virus nell’uomo è molto diffusa e spesso non provoca sintomi evidenti. Nella maggior parte dei casi si risolve spontaneamente, ma talvolta può causare la comparsa di condilomi, delle manifestazioni benigne ma contagiose che possono interessare l’area genitale, anale e orale. Il rischio più severo correlato all’infezione da HPV nel sesso maschile riguarda l’insorgenza di tumori del dell’orofaringe, del pene e dell’ano. La prevenzione si basa su vaccinazione, comportamenti sessuali consapevoli e controlli urologici periodici, utili anche in assenza di disturbi.
Quando si parla dell’infezione da Papilloma virus (HPV), si fa spesso l’errore di considerarla una questione esclusivamente femminile. In realtà, il rischio di contrarre l’HPV riguarda anche la popolazione maschile, sebbene le conseguenze siano diverse da quelle riscontrate nelle donne.
Quali possono essere i sintomi e i rischi di questa infezione nell’uomo? Quando è indicato sottoporsi a un controllo specialistico? E quali strumenti di prevenzione sono disponibili? Nei prossimi paragrafi approfondiamo questi aspetti.
Cosa succede quando un uomo contrae il Papilloma virus?
Nella maggior parte dei casi, l’infezione da HPV nell’uomo è transitoria e asintomatica. Il sistema immunitario riesce spesso a eliminare il virus spontaneamente nel giro di mesi, senza che si manifestino segnali evidenti. Proprio questa caratteristica rende l’HPV insidioso: può essere presente e trasmissibile anche in assenza di disturbi.
Quando compaiono, i sintomi sono generalmente legati ai ceppi a basso rischio oncogeno, come HPV-6 e HPV-11, e si manifestano con condilomi, piccole escrescenze della pelle simili a veerruche che possono essere localizzate su pene, scroto, area perianale o cavo orale. Si tratta di lesioni benigne, ma contagiose, che possono essere trasmesse al partner durante un rapporto.
Papilloma virus nell’uomo: quali sono i rischi?
Sebbene nella maggior parte dei casi l’infezione si risolva spontaneamente, alcuni ceppi di HPV possono persistere e provocare, nel tempo, forme tumorali a carico di:
- orofaringe: l’HPV – in particolare il ceppo HPV-16 – è una delle principali cause di tumore che colpisce bocca e faringe, soprattutto negli uomini
- pene e ano: più raramente, il Papilloma virus può causare cancro nell’area genitale e anale. I maggiori responsabili, in questi casi, sono i ceppi ad alto rischio HPV-16 e HPV-18.

Il Papilloma virus è un virus a trasmissione sessuale che può interessare sia le donne sia gli uomini, sebbene con esiti diversi.
HPV nell’uomo: cosa fare?
A differenza di quanto accade per le donne, che dispongono di strumenti di prevenzione dedicati, il Pap test e l’HPV test, non esistono test di screening per la diagnosi dell’HPV per l’uomo. Per questo è importante prestare attenzione a eventuali lesioni cutanee, sanguinamenti anomali, fastidi persistenti o cambiamenti nella mucosa genitale e rivolgersi allo specialista in caso di dubbio.
La visita urologica, soprattutto in presenza di fattori di rischio o partner con infezione nota da HPV, rappresenta lo strumento diagnostico di riferimento per intercettare eventuali alterazioni e valutare il percorso più adeguato. Ulteriori accertamenti possono includere:
- peniscopia
- anoscopia
- tampone anale
- test dell’acido acetico
- esami di biologia molecolare per la ricerca DNA virale del Papilloma virus.
Ma come si curano i segni dell’infezione da HPV? I condilomi possono essere trattati con tecniche come la crioterapia (congelamento), l’elettrocauterizzazione (bruciatura), la terapia laser o l’applicazione di farmaci topici. Il trattamento di eventuali neoplasie dipende invece dalla loro gravità ed estensione.
Per prevenire il rischio di infezione e di patologie correlate, la vaccinazione anti-HPV resta oggi il mezzo più efficace, che tuttavia, come segnala l’Istituto Superiore di Sanità, è ancora sottovalutato. Protegge dai ceppi più frequentemente associati a condilomi e tumori e contribuisce a limitare la circolazione del virus nella popolazione. Il vaccino è offerto dal SSN ai ragazzi tra gli 11 e i 17 anni, ma è raccomandato e può essere effettuato anche in età adulta.
Accanto alla vaccinazione, resta fondamentale l’uso del preservativo, che riduce – ma non elimina completamente – il rischio di trasmissione.
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Lo strumento chiave di prevenzione dell’infezione da Papilloma virus è la vaccinazione.
Le domande più frequenti dei pazienti
L’HPV nell’uomo dà sempre sintomi?
No, nella maggior parte dei casi l’infezione da Papilloma virus ha un decorso asintomatico e viene eliminata spontaneamente dal sistema immunitario. Tuttavia, anche in assenza di sintomi il virus può essere trasmesso al partner.
Come si manifesta l’HPV negli uomini?
Le manifestazioni più comuni sono i condilomi genitali, piccole escrescenze cutanee localizzate nell’area genitale o perianale. In rari casi possono comparire lesioni nel cavo orale o in gola.
Quando è opportuno fare una visita urologica?
È consigliabile rivolgersi allo specialista in presenza di lesioni, sanguinamenti anomali, bruciori o alterazioni della pelle dei genitali. Una valutazione periodica può essere utile anche in presenza di fattori di rischio o partner con infezione nota da HPV.
Il vaccino contro l’HPV è utile anche per gli uomini adulti?
Sì, la vaccinazione è raccomandata, e offerta dal Servizio Sanitario Nazionale, tra gli 11 e i 17 anni, ma può essere effettuata anche in seguito, per ridurre il rischio di nuove infezioni e di patologie correlate.


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