Il vaccino contro il papilloma virus è una misura di prevenzione fondamentale anche nei maschi. La formula nonavalente protegge dai nove sierotipi più rilevanti del virus con un’efficacia vicina al 100% e riduce il rischio di condilomi e tumori di pene, ano e orofaringe. In Italia la vaccinazione viene offerta gratuitamente ai ragazzi dagli 11 ai 26 anni, ma resta utile anche in età successive e anche in caso di pregresse infezioni da HPV. Il ciclo prevede 2 dosi tra gli 11 e i 14 anni e 3 dosi dai 15 anni in su. Il vaccino è considerato molto sicuro: gli effetti collaterali più comuni sono lievi reazioni locali nel punto dell’iniezione, mentre eventi più significativi sono rari o eccezionali.
La prevenzione dell’infezione da papilloma virus (HPV) è una questione che riguarda sia le donne che gli uomini. L’HPV è infatti un virus a trasmissione prevalentamente sessuale molto diffuso, associato alla comparsa di tumori del tratto genitale, anale e orofaringeo che colpiscono entrambi i sessi. In Italia si stima che ogni anno circa 5.000 diagnosi di neoplasia siano attribuibili ai ceppi oncogeni dell’HPV.
I ceppi di papilloma virus identificati come cancerogeni sono tredici. Il vaccino nonavalente protegge dai nove sierotipi più rilevanti, con un’efficacia vicina al 100% nella prevenzione delle lesioni correlate.
Nell’uomo, i ceppi 16 e 18 causano la quasi totalità dei tumori anali, mentre i ceppi 6 e 11 provocano il 90% dei condilomi. Per questo il Piano nazionale prevenzione vaccinale ha esteso la vaccinazione anti-HPV anche ai maschi. In questo articolo approfondiamo allora quali benefici offre il vaccino, a che età è consigliato, e come si svolge la somministrazione.
A cosa serve il vaccino del papilloma virus nei maschi?
Il vaccino contro l’HPV ha lo scopo di impedire l’infezione persistente da parte dei ceppi oncogeni del virus, responsabili delle alterazioni cellulari che nel tempo possono evolvere in una neoplasia.
Contrarre il papilloma virus nei maschi, come accennato, espone infatti al rischio di sviluppare condilomi (verruche benigne ma contagiose che possono segnalare la presenza di ceppi di HPV ad alto rischio) e diversi tipi di tumori, in particolare quelli di pene, ano, orofaringe.
Oltre alla protezione individuale, vaccinare anche i ragazzi contribuisce a rafforzare l’immunità di gregge, riducendo la circolazione del virus nella popolazione e proteggendo in modo indiretto le persone più vulnerabili.
A che età è raccomandata la vaccinazione nell’uomo?
In Italia, il calendario vaccinale prevede la somministrazione gratuita ai ragazzi dagli 11 ai 26 anni, la stessa fascia in cui viene proposta alle coetanee. L’obiettivo è quello di intervenire precocemente, prima dell’inizio dell’attività sessuale, per prevenire l’infezione prima del possibile contagio.
La vaccinazione resta utile in età successive, anche in coloro che hanno già sviluppato una lesione correlata all’HPV. Le lesioni, infatti, di solito sono provocate da un unico sierotipo, mentre la vaccinazione protegge da nove ceppi diversi, offrendo dunque una copertura utile contro nuove infezioni.

L’infezione da papilloma virus è la più frequente tra quelle trasmesse sessualmente.
Vaccino HPV maschi: quante dosi?
Il numero di dosi necessarie per completare la vaccinazione anti-HPV nei maschi varia in base all’età di inizio del ciclo vaccinale:
- per i ragazzi tra 11 e 14 anni sono previste 2 dosi, somministrate nell’arco di 6 mesi. In questa età il sistema immunitario risponde in modo particolarmente efficace, rendendo sufficiente un ciclo ridotto
- per i ragazzi dai 15 anni in su sono necessarie invece 3 dosi, generalmente programmate a 0, 2 e 6 mesi, in modo da garantire una protezione completa. È importante in ogni caso che la somministrazione sia completata nell’arco di un anno.
Vaccino papilloma virus nei maschi: esistono effetti collaterali?
Il vaccino contro l’HPV ha un profilo di sicurezza elevato, dimostrato dalla sua somministrazione a livello internazionale da oltre vent’anni, ed è di solito ben tollerato.
Come segnala l’Istituto Superiore di Sanità, gli effetti indesiderati più frequenti sono perlopiù reazioni locali nel punto dell’iniezione come dolore, arrossamento, gonfiore o lieve prurito: sintomi generalmente lievi e transitori, che recedono nel giro di pochi giorni.
Possono insorgere talvolta febbre, mal di testa, nausea, dolori muscolari o articolari. Infine, reazioni allergiche importanti – possibili in questo caso come per qualunque altro farmaco o vaccino – si presentano in casi eccezionali.
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Il vaccino contro l’HPV è consigliato anche negli adulti, compresi coloro che hanno già sviluppato lesioni correlate all’HPV.
Le domande più frequenti dei pazienti
Il vaccino HPV è utile anche per i maschi?
Negli uomini il virus può causare condilomi genitali e diversi tumori HPV-correlati, tra cui quelli di pene, ano e orofaringe. La vaccinazione riduce in modo significativo il rischio di sviluppare queste patologie.
A che età è meglio vaccinarsi?
Nella fascia tra gli 11 e i 26 anni il vaccino viene offerto gratuitamente dal Servizio sanitario nazionale. Tuttavia, è possibile vaccinarsi anche in età successive.
Il vaccino è utile anche se ho già avuto un’infezione da HPV?
Sì, anche qualora si abbiano avuto infezioni da HPV, il vaccino può proteggere da ulteriori sierotipi e ridurre il rischio di nuove infezioni e lesioni correlate.
Quante dosi servono per i maschi?
Sono previste due dosi tra gli 11 e i 14 anni, tre dosi dai 15 anni in su. È importante completare l’intero ciclo per ottenere una protezione ottimale.


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