All’origine di un rash cutaneo che provoca prurito e irritazione possono esserci diverse cause, tra cui la scabbia e l’infezione da HIV. Nella scabbia le lesioni sono dovute a un acaro parassita che scava cunicoli nella pelle, mentre nell’HIV derivano dall’azione del virus o da infezioni opportunistiche associate all’immunodepressione. In soggetti affetti da HIV la scabbia può assumere forme più severe, come la scabbia crostosa, che richiede un trattamento urgente. Per individuare la causa scatenante, è necessaria una diagnosi specialistica, da cui dipende anche la definizione del trattamento.
La comparsa di un rash cutaneo accompagnato da prurito e irritazione è un sintomo comune a condizioni diverse, tra cui la scabbia e l’infezione da HIV. Nel primo caso le eruzioni cutanee sono causate da un parassita che scava cunicoli nella pelle, nel secondo derivano dall’azione del virus o da infezioni opportunistiche legate all’immunodepressione.
In questo articolo cerchiamo di fare chiarezza sulle differenze tra le due condizioni, analizzando i segni distintivi di ciascuna e le manifestazioni atipiche con cui la scabbia può comparire nei soggetti con HIV, per poi approfondire l’iter diagnostico.
Come riconoscere la scabbia?
La scabbia è un’infezione cutanea contagiosa causata dall’acaro Sarcoptes scabiei var. hominis, che si trasmette principalmente per contatto diretto pelle a pelle e più raramente tramite indumenti o biancheria.
Il rash da scabbia si manifesta con papule o vescicole eritematose molto pruriginose e striature sulla pelle in corrispondenza dei cunicoli scavati dall’acaro.
Le zone più colpite sono:
- gli spazi interdigitali delle mani
- i polsi
- le ascelle
- la vita
- i genitali e i glutei.
Nei bambini le lesioni possono estendersi anche a viso, cuoio capelluto e piedi. Il prurito intenso, soprattutto notturno, è il sintomo principale.
Come si manifesta il rash cutaneo da HIV?
L’HIV (virus dell’Immunodeficienza Umana) compromette il sistema immunitario, rendendo l’organismo vulnerabile a infezioni e patologie che possono associarsi a manifestazioni cutanee. Il rash può essere il primo segno dell’infezione oppure manifestarsi in fasi più avanzate, in relazione al grado di immunodepressione.
Nelle prime settimane dopo il contagio, può comparire un’eruzione maculo-papulare diffuso (rash o esantema da sieroconversione), simile a quello di un comune esantema virale. Le macchie rosse o in rilievo possono interessare tutto il corpo, compresi palmi e piante dei piedi, e possono associarsi a febbre, mal di testa, dolori muscolari e stanchezza.
Quando la malattia progredisce, la pelle diventa uno degli organi più colpiti. Le manifestazioni più frequenti comprendono:
- dermatite seborroica
- eruzione papulare pruriginosa (EPP), spesso primo segno di immunosoppressione grave
- follicolite eosinofila, con pustole e prurito diffuso
- herpes simplex e herpes zoster in forme ulcerative o recidivanti
- mollusco contagioso, verruche virali e infezioni fungine (candidosi, tinee, istoplasmosi).
Un prurito generalizzato con pelle secca è comune.
Scabbia in pazienti con infezione da HIV
Nelle persone con infezione da HIV, la scabbia può presentarsi in forme più diffuse o insolite, a causa della compromissione immunitaria. In alcuni pazienti, in particolare, si può osservare la cosiddetta scabbia crostosa o norvegese, una variante grave e altamente contagiosa della malattia caratterizzata da:
- croste spesse e squamose che possono contenere migliaia o milioni di acari
- lesioni localizzate o diffuse che possono coinvolgere collo, viso, palpebre, cuoio capelluto e lo spazio al di sotto le unghie
- prurito attenuato o assente
- rischio di sovrainfezioni batteriche e complicanze sistemiche.

Rash cutaneo e dolori muscolari: sintomi dell’HIV che richiedono un intervento tempestivo.
Differenze tra scabbia e rash cutaneo da HIV
Sebbene abbiano delle similitudini, le manifestazioni cutanee di scabbia e infezione da HIV hanno caratteristiche diverse. Eccole riassunte.
- Aspetto delle lesioni: nella scabbia compaiono papule rosse o vescicole e cunicoli. Nel rash da HIV, le lesioni possono comparire macchie o papule.
- Prurito: nella scabbia è molto intenso e tende a peggiorare di notte, nel rash da HIV è diffuso, associato a pelle secca.
- Localizzazione: la scabbia interessa più spesso mani, polsi, ascelle, vita, glutei e genitali, mentre il rash da HIV può comparire su qualsiasi parte del corpo.
- Sintomi associati: nella scabbia di solito non compaiono disturbi sistemici, mentre nel rash da HIV possono coesistere febbre, linfonodi ingrossati, stanchezza e dolori muscolari.
- Forme atipiche: nei soggetti con HIV la scabbia può insorgere nella forma crostosa o norvegese, con croste spesse e ipercheratosi diffusa che coinvolgono anche viso, palpebre e cuoio capelluto, e che risultano molto più contagiose.
Cosa fare in caso di rash cutaneo?
Quando compaiono eruzioni cutanee pruriginose o persistenti, è essenziale rivolgersi al medico o al dermatologo per una valutazione accurata ed evitare ogni autodiagnosi. Solo una visita specialistica, eventualmente accompagnata da esami di laboratorio o da un test HIV nei casi sospetti, può stabilire la causa del rash e indicare la terapia più appropriata.
Nel caso della scabbia, il trattamento prevede l’applicazione di creme o lozioni acaricide (come permetrina o benzoato di benzile) su tutto il corpo, e la disinfezione di indumenti, biancheria e superfici contaminate.
La scabbia crostosa, più grave e contagiosa, richiede un intervento urgente: alla terapia topica si associa l’assunzione di farmaci antiparassitari orali, come l’ivermectina, e il trattamento di eventuali sovrainfezioni batteriche.
Nel caso di rash correlato all’HIV, la cura dipende dalla causa sottostante. Le manifestazioni cutanee tendono a migliorare con l’avvio o la regolarità della terapia antiretrovirale (HAART), che riduce la carica virale e rafforza il sistema immunitario. In presenza di infezioni opportunistiche o infiammazioni cutanee specifiche, il medico può prescrivere farmaci antivirali, antimicotici o corticosteroidi per alleviare i sintomi.
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Le domande più frequenti dei pazienti
La scabbia può essere un sintomo di HIV?
Non direttamente, ma nei soggetti con HIV la scabbia può presentarsi in forme più gravi e atipiche, come la scabbia crostosa, dovuta alla ridotta capacità del sistema immunitario di controllare la proliferazione del parassita. Questa variante è altamente contagiosa e richiede trattamento medico urgente.
Quanto tempo può passare tra il contagio e la comparsa dei sintomi della scabbia?
Il periodo di incubazione varia da due a sei settimane dopo il primo contagio, ma può essere più breve (pochi giorni) in caso di reinfestazione.
Il rash da HIV compare subito dopo il contagio?
Può comparire nelle prime settimane dall’infezione, durante la cosiddetta fase di sieroconversione, in cui il sistema immunitario reagisce alla presenza del virus. In questa fase possono comparire macchie rosse diffuse, febbre, cefalea, stanchezza e dolori muscolari. Non tutti i pazienti, però, presentano sintomi cutanei iniziali.
Come capire se il rash cutaneo è causato dalla scabbia o da HIV?
Solo una valutazione medica e, se indicato, un test HIV possono accertare la causa.
Glossario informativo
Acaro: microscopico artropode parassita appartenente alla classe degli aracnidi.
AIDS: Sindrome da Immunodeficienza Acquisita, stadio avanzato dell’infezione da HIV.
Dermatite seborroica: infiammazione cronica della pelle che colpisce zone ricche di ghiandole sebacee.
Esantema: eruzione cutanea diffusa, spesso associata a malattie infettive.
Herpes zoster: infezione virale che causa un’eruzione cutanea dolorosa, nota anche come “fuoco di Sant’Antonio”.
HIV: virus dell’Immunodeficienza Umana, responsabile dell’AIDS.
Mollusco contagioso: infezione virale della pelle che causa piccole protuberanze perlacee.
Rash cutaneo: cambiamento dell’aspetto della pelle, caratterizzato da arrossamento, gonfiore o eruzioni.
Sieroconversione: sviluppo di anticorpi specifici nel sangue in risposta a un’infezione.
Sistema immunitario: complesso di cellule, tessuti e organi che difendono l’organismo da agenti patogeni.


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