donna con fastidio al seno parla con medico

Visita senologica: come si svolge e quando farla?

PUNTI CHIAVE

  • La visita senologica è una valutazione specialistica che valuta la salute del seno attraverso l’ispezione visiva e la palpazione, e può essere integrata con indagini strumentali come l’ecografia mammaria o la mammografia.
  • In assenza di fattori di rischio specifici, è consigliabile iniziare i controlli senologici intorno ai 30-35 anni, con frequenza annuale o su indicazione dello specialista.
  • Alcune variazioni meritano un controllo prioritario: la comparsa di un nodulo, cambiamenti della cute, secrezioni dal capezzolo o gonfiore persistente all’ascella.

La visita senologica è la valutazione specialistica di riferimento per monitorare la salute del seno: permette di individuare precocemente eventuali alterazioni e decidere, se necessario, quali accertamenti avviare. Scopriamo in cosa consiste, quando è consigliabile farla e quali cambiamenti meritano un approfondimento

In che cosa consiste la visita senologica?

La visita senologica è un esame clinico effettuato da uno specialistica senologo per valutare lo stato di salute della mammella, identificare eventuali anomalie e, se necessario, orientare verso esami radiologici di approfondimento.

In una prima fase di anamnesi, il medico raccoglie informazioni sulla storia personale e familiare della paziente: casi di tumore al seno, malattie croniche, terapie in corso, assunzione di farmaci ormonali, ecc.

Lo specialista procede all’osservazione del seno per rilevare eventuali asimmetrie, variazioni della forma o della cute, modifiche al profilo del capezzolo. Effettua una palpazione di tutto il tessuto mammario – incluse le aree ascellari e sovraclaveari – per individuare noduli, ispessimenti o linfonodi ingranditi.

Al termine della visita, valuta se prescrivere esami strumentali di approfondimento come mammografia, ecografia mammaria o agobiopsia mammaria.

La visita dura in genere 15-20 minuti. Non richiede una preparazione particolare, ma è preferibile programmarla nella prima metà del ciclo mestruale – intorno ai giorni 7-14 – quando il tessuto mammario è meno sensibile.

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Visita senologica: quando farla?

Una visita senologica è indicata in presenza di sintomi e alterazioni a carico della mammella o del capezzolo:

  • comparsa di un nodulo 
  • ispessimento o arrossamento della cute
  • modifiche al capezzolo: retrazione o secrezioni insolite
  • cambiamenti di forma del seno
  • dolore localizzato e persistente, non correlato al ciclo mestruale
  • gonfiore o indolenzimento dei linfonodi ascellari.

Un controllo senologico è raccomandato anche nel follow-up di pazienti oncologiche che hanno avuto un cancro al seno o quando si valuta la risposta a trattamenti farmacologici preoperatori.

Anche in assenza di sintomi, è importante sottoporsi a controlli senologici periodici, la cui frequenza va stabilita insieme allo specialista in base all’età, alla storia clinica e familiare e al profilo di rischio individuale. In particolare, in caso di familiarità per tumore al seno, predisposizione genetica o precedenti patologie mammarie, il senologo può consigliare una sorveglianza più ravvicinata e un percorso di prevenzione personalizzato. La periodicità dei controlli può inoltre variare in base agli eventuali trattamenti oncologici ricevuti e alle esigenze di monitoraggio nel tempo.

La visita senologica si inserisce nel percorso di prevenzione del cancro al seno e non sostituisce, ma completa, gli esami strumentali, la cui indicazione e frequenza vengono definite in base all’età e al rischio della paziente:

  • mammografia: è l’esame previsto dai programmi di screening per le donne tra i 50 e i 69 anni, esteso in alcune Regioni alle donne nella fascia 45-49 e 70-74 anni
  • ecografia mammaria: può essere prescritta dallo specialista o eseguita durante la visita, specialmente nelle donne più giovani, in cui cui il seno ha una densità ghiandolare maggiore. Non esiste una cadenza di screening ecografico uguale per tutte: la necessità di ripeterla viene valutata caso per caso.

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LE DOMANDE PIÙ FREQUENTI DEI PAZIENTI

Le domande più frequenti dei pazienti

Come capire se il seno ha qualcosa che non va?

La comparsa di un nodulo, un cambiamento nella forma o nelle dimensioni del seno, alterazioni della pelle o del capezzolo, secrezioni spontanee dal capezzolo sono segnali da approfondire. Anche un dolore localizzato e persistente, soprattutto se associato ad altre modificazioni, merita una valutazione medica.

La visita senologica è dolorosa?

In genere no, la visita è indolore per la maggior parte delle donne. In alcune fasi del ciclo mestruale, quando il seno è più sensibile, la palpazione può causare un leggero fastidio. Programmarla nella prima metà del ciclo aiuta a ridurre questa possibilità.

Qual è la differenza tra visita senologica ed ecografia mammaria?

La visita senologica è un esame clinico che lo specialista esegue con la vista e le mani. L’ecografia mammaria è invece un’indagine strumentale che utilizza gli ultrasuoni per visualizzare il tessuto interno del seno. L’ecografia può essere prescritta dallo specialista come approfondimento dopo la visita, se ritenuto necessario.

Ogni quanto bisogna fare una visita senologica?

La frequenza della visita senologica dipende dall’età, dalla storia clinica e familiare e dal rischio individuale di sviluppare un tumore al seno. In generale, è consigliabile concordare con il senologo la periodicità dei controlli, anche in assenza di sintomi, per individuare eventuali alterazioni precocemente. In presenza di familiarità per tumore al seno o di altri fattori di rischio, il medico può indicare controlli più ravvicinati e un percorso di sorveglianza personalizzato.

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