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Terza dose di vaccino anti-Covid: perché è necessaria?

Da tempo si discute sulla necessità di una terza dose del vaccino anti Covid-19, e dopo l’estate sono arrivate le prime risposte a fare chiarezza sull’argomento.

Il 14 settembre, infatti, una Circolare del Ministero della Salute ha fornito le prime indicazioni per il nostro Paese, basate su quanto deciso dalla Commissione Tecnico Scientifica di AIFA, l’Agenzia italiana del farmaco. Il documento è stato poi aggiornato l’8 ottobre, data in cui è stato ufficializzato il via libera a procedere.

In questo vedremo quali sono le motivazioni che hanno spinto le organizzazioni mondiali e nazionali ad autorizzare il richiamo e quali sono i soggetti coinvolti. Partiamo quindi con l’esaminare brevemente i pareri dell’AIFA, dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e della Federal and Drug Administration statunitense.

Terza dose di vaccino: le autorizzazioni delle organizzazioni internazionali e nazionali

La decisione del Ministero della Salute italiano è stata presa alla luce del quadro internazionale e del diffondersi delle varianti di Covid-19. Ad agosto, negli Stati Uniti, c’erano già indicazioni per una dose aggiuntiva di vaccino a mRNA per tutte le persone con il sistema immunitario debole o compromesso; nello stesso mese, Israele aveva cominciato la somministrazione della terza dose agli over 60.

vaccino coronavirus

peterschreiber.media/gettyimages.it

A inizio settembre, un rapporto dell’ECDC, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, aveva consigliato di prendere subito in considerazione la necessità di un’altra somministrazione per le persone col sistema immunitario molto compromesso, mentre per tutte le altre non era urgente integrare il ciclo primario, anche in considerazione del fatto che questo ciclo non era ancora stato completato per tutti.

Il 9 settembre la Commissione tecnico scientifica dell’AIFA aveva espresso un parere sulla somministrazione di dosi aggiuntive di vaccini contro il Covid-19, affermando che la priorità della campagna vaccinale fosse “il raggiungimento di un’elevata copertura vaccinale con il completamento dei cicli attualmente autorizzati per ridurre la circolazione del virus e lo sviluppo di varianti e prevenire efficacemente l’insorgenza di patologia grave e di decessi”.

In attesa dell’autorizzazione da parte dell’EMA, Agenzia europea per i medicinali, l’AIFA aveva reso disponibili come terza dose sia il vaccino Comirnaty che lo Spikevax, ovvero i due vaccini a mRNA impiegati finora in Italia.

Terza dose in Italia: cosa prevede la circolare dell’8 ottobre 2021

Le indicazioni del Ministero hanno prima di tutto chiarito cosa sono la dose addizionale e quella di richiamo.

  • La dose addizionale serve a stimolare la risposta immunitaria dell’organismo, in persone immunocompromesse che hanno completato il ciclo vaccinale primario, ma per le quali potrebbero non aver ottenuto gli effetti desiderati a livello di copertura. In questa casistica rientra, per esempio, chi ha subito un trapianto, pazienti dializzati, oncologici, oncoematologici e trapiantati di midollo. Le tempistiche indicate sono brevi: la somministrazione avviene, infatti, 28 giorni dopo la seconda dose.
  • Il richiamo (o booster) risponde a un’altra necessità. Nelle persone che hanno completato il ciclo vaccinale primario, la risposta immunitaria diminuisce col passare del tempo, e questo è vero in particolare quando ci sono condizioni come una grave malattia o a causa dell’esposizione professionale. Un’ulteriore dose di vaccino, quindi, somministrata a distanza di almeno 6 mesi, può garantire una copertura ottimale.
Vaccino antinfluenzale anziani

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Quali vaccini sono autorizzati come terza dose?

Già nella circolare del 14 settembre, il Ministero aveva specificato che, per quanto riguarda la dose addizionale, è possibile utilizzare uno qualsiasi dei due vaccini a m-RNA autorizzati in Italia (Comirnaty di BioNTech/Pfizer e Spikevax di Moderna) in tutte le persone con più di 12 anni di età.

Per il richiamo, in un primo momento è stato autorizzato l’uso di Comirnaty, ma da pochi giorni l’AIFA ha dato il via libera anche a Moderna, nella popolazione maggiorenne.

Anche i vaccinati con Janssen della Johnson&Johnson effettueranno la dose di richiamo (con vaccino a mRNA), a distanza di sei mesi dalla prima inoculazione.

A chi sarà somministrata la terza dose?

La terza dose di vaccino anti Covid-19 sarà somministrata in maniera progressiva, a partire dai gruppi di persone giudicati più fragili. In Italia, la nuova campagna ha preso avvio il 20 settembre, con circa 3 milioni di dosi addizionali destinate a chi ha da poco completato il ciclo vaccinale primario e ha un sistema immunitario compromesso o debole.

Già da fine settembre era stata approvata la terza dose (che in questo caso è da considerarsi di richiamo) per:

  • gli over 80
  • gli ospiti e il personale delle RSA 
  • il personale sanitario che lavora in strutture sanitarie, sociosanitarie e socio assistenziali. In questo caso, valgono le indicazioni sui soggetti vulnerabili, ovvero gli over 60 anni, chi ha più di 18 anni e soffre di patologie concomitanti a causa delle quali potrebbe sviluppare forme di Covid-19 grave, chi ha un livello di esposizione all’infezione.

Si tratta, secondo le stime fornite, di almeno 4 milioni e mezzo di persone solo per quanto riguarda le RSA, e quasi due milioni per il personale sanitario. Il vaccino si può prenotare attraverso le piattaforme messe a disposizione dalle varie Regioni e in alcuni casi telefonicamente. Da fine ottobre, inoltre, è stato dato il via libera per la terza dose anche agli over 60.

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Terza dose di vaccino per tutti?

Il dibattito sulla necessità di somministrare anche al resto della popolazione una terza dose di vaccino anti-Covid è aperto: il timore è che la situazione torni di nuovo critica nei mesi invernali. In un’intervista radio, il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, a fine ottobre, ha infatti affermato che a partire da gennaio 2022 tutti quelli che hanno completato il ciclo vaccinale faranno un richiamo. L’augurio di Sileri è però che questa decisione venga condivisa anche dagli altri Paesi europei, perché questo permetterebbe di tenere sotto controllo sia il numero di casi che l’eventualità di nuove varianti.

Mentre la campagna vaccinale prosegue, quindi, è ancora aperta la questione sul vaccino per i bambini: gli enti regolatori, infatti, non ne hanno ancora approvato uno per la fascia d’età 5-11 anni, ma quando ciò avverrà si potrà cominciare la somministrazione anche ai più piccoli.

Il vaccino rappresenta uno strumento potente per proteggersi dall’infezione causata dal virus SARS-CoV-2, ma è altrettanto importante non trascurare le norme igieniche, come lavarsi di frequente le mani e coprire naso e bocca prima di tossire o starnutire. Prendersi cura della propria salute vuol dire anche avere a cuore quella dei propri cari e di tutta la collettività, per questo oggi più che mai è necessario adottare qualche attenzione in più, rispettando le distanze, l’obbligo di indossare la mascherina nei luoghi chiusi e sottoporsi a test sierologici e tamponi per prevenire la diffusione del virus. Per questo, può essere utile usufruire di un servizio come Card Test Covid di SiSalute, marchio di UniSalute Servizi, che ti permette di effettuare questi importanti test a tariffe agevolate.

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