La caduta dei capelli aumenta con il cambio di stagione

Perdita capelli nel cambio stagione: quanto dura e quando preoccuparsi

PUNTI CHIAVE

  • La caduta stagionale dei capelli – l’effluvio stagionale – è un fenomeno fisiologico che si accentua in autunno: perdere tra i 50 e i 100 capelli al giorno rientra nella norma e non richiede intervento.
  • Il picco di caduta si registra generalmente tra settembre e ottobre, quando i follicoli entrano in fase di riposo dopo lo stress da esposizione solare accumulato durante l’estate.
  • L’effluvio stagionale ha una durata limitata – in genere dalle 4 alle 8 settimane – dopo la quale la crescita riprende gradualmente ai livelli abituali.
  • Tra i rimedi utili: dieta equilibrata, gestione dello stress, prodotti capillari adeguati alla tipologia di capello e limitazione dei trattamenti chimici aggressivi.
  • Se la caduta supera i 100 capelli al giorno, interessa aree circoscritte o si prolunga oltre due mesi, è indicato rivolgersi a un tricologo per valutarne la causa.

Ogni anno, con l’arrivo dell’autunno, la caduta dei capelli tende ad aumentare in modo visibile. Si tratta di un fenomeno fisiologico – l’effluvio stagionale – che segue i cambiamenti climatici e ormonali del cambio di stagione. Vediamo quando si manifesta, quanto dura, come gestirlo e come distinguere una risposta normale dell’organismo da una condizione che richiede una valutazione specialistica.

Qual è il mese in cui si perdono più capelli?

Il picco dell’effluvio stagionale si registra generalmente tra settembre e ottobre. Il motivo è legato al ciclo biologico del capello, che risente dello stress accumulato in estate.

Durante i mesi estivi, l’esposizione prolungata ai raggi UV e il contatto con acqua salata o cloro sottopongono il cuoio capelluto a uno stress significativo. Questo spinge molti follicoli a passare anticipatamente dalla fase di crescita (anagen) alla fase di riposo (telogen). I capelli coinvolti rimangono ancorati al follicolo per alcune settimane, poi cadono in modo più o meno simultaneo – proprio a partire da settembre. È per questo che, dopo l’estate, la perdita appare spesso più consistente del solito.

La perdita giornaliera tra i 50 e i 100 capelli è considerata del tutto fisiologica e prende il nome di effluvio stagionale: un ricambio naturale che interessa la maggior parte delle persone in misura variabile, con intensità diversa tra uomini e donne.

Perdi molti capelli?

In una certa misura, la caduta dei capelli è fisiologica, ma in alcuni casi può segnalare condizioni sottostanti che meritano una valutazione.

Quando la caduta persiste o si presenta con altri sintomi anomali, una visita dermatologica aiuta a individuarne le cause. Con UniSalute Per Te Modulo Base Extra, hai un pacchetto di prevenzione dermatologica annuale con visita specialistica e ulteriori tre visite specialistiche incluse all’anno:

  • fai la visita in tempi brevi nei nostri centri convenzionati in tutta Italia
  • puoi pagare la tua soluzione mensilmente
  • ti prendi cura della tua salute e di quella di chi ami

Quanto tempo dura la caduta dei capelli stagionale?

L’effluvio stagionale ha una durata limitata. In assenza di cause patologiche o fattori aggiuntivi, la caduta tende a rientrare nell’arco di 4-8 settimane. In questo periodo il corpo porta a termine il naturale ricambio dei capelli che erano entrati in fase telogen durante l’estate. Una volta completato questo processo, i follicoli riprendono la fase di crescita e la densità capillare torna progressivamente ai livelli abituali.

In presenza di alcune condizioni l’effluvio può prolungarsi:

  • stress prolungato
  • carenze nutrizionali, in particolare di ferro, zinco e vitamine del gruppo B
  • squilibri ormonali
  • uso ripetuto di prodotti aggressivi.

In questi casi è utile un confronto con un dermatologo e tricologo per escludere cause sottostanti.

Quali sono i rimedi per la caduta stagionale dei capelli?

Alcune abitudini quotidiane possono ridurre l’intensità dell’effluvio e supportare la salute del cuoio capelluto.

  • tenere sotto controllo la caduta per riscontrare eventuali segni di anomalia
  • gestire lo stress, uno dei principali fattori che interrompono il ciclo naturale di crescita dei capelli
  • scegliere prodotti adeguati alla tipologia di capello: shampoo delicati, maschere nutrienti e spazzole dalle setole morbide, che non stressino il cuoio capelluto o causino rotture meccaniche delle fibre
  • seguire un’alimentazione sana ed equilibrata, con una buona presenza di noci, semi e verdura a foglia verde: favorisce la salute del capello e ne supporta la ricrescita
  • evitare il fumo di sigaretta: le sostanze chimiche che contiene riducono l’apporto di ossigeno ai follicoli e mettono a rischio la salute dei capelli nel tempo
  • ridurre il consumo di alcool: gli alcolici, in particolare quelli a gradazione elevata, disidratano l’organismo e riducono la disponibilità di nutrienti essenziali per la crescita capillare
  • limitare i trattamenti chimici aggressivi: stirature, decolorazioni e permanenti ripetuti indeboliscono le fibre del capello e possono irritare il cuoio capelluto. Ridurne la frequenza aiuta a contenere lo stress meccanico e chimico sulla struttura del capello.

Intorno ai 40 e 50 anni il bulbo pilifero invecchia e il volume dei capelli può risultare ridotto anche senza nessuna patologia, ma è importante osservare se sono presenti segni di anomalie.

Caduta dei capelli: quando preoccuparsi?

Con il passare degli anni, il bulbo pilifero invecchia: una certa riduzione del volume è fisiologica, ma alcune anomalie meritano attenzione.

La caduta patologica dei capelli prende il nome generico di alopecia e si distingue in due forme principali:

  • alopecia androgenetica: interessa circa l’80% degli uomini, in cui determina un diradamento dell’area fronto-temporale e del vertice (coinvolgendo talvolta anche la barba), e il 40% delle donne, in cui si concentra in particolare sulla regione dietro l’attaccatura
  • alopecia areata: di origine autoimmune, comporta una perdita di capelli in chiazze che può interessare aree estese o l’intero cuoio capelluto.

Non esiste un’unica terapia per la caduta dei capelli: è compito dello specialista tricologo comprenderne la causa e indicare il percorso terapeutico adeguato: dall’assunzione di farmaci al trapianto di capelli.

La salute dei capelli merita attenzione

Non rimandare il controllo. Con UniSalute Per Te Modulo Base Extra, hai:

  • un pacchetto di prevenzione dermatologica annuale con visita specialistica inclusa
  • ulteriori tre visite specialistiche incluse all’anno
  • tariffe agevolate su visite ed esami

A partire da 23,00€ al mese

LE DOMANDE PIÙ FREQUENTI DEI PAZIENTI

Le domande più frequenti dei pazienti

La caduta dei capelli in autunno è normale?

Sì, l’effluvio stagionale autunnale è un fenomeno fisiologico. Perdere tra i 50 e i 100 capelli al giorno nel periodo settembre-ottobre rientra nella norma e si riduce spontaneamente entro 4-8 settimane.

Quando la caduta stagionale dei capelli dovrebbe preoccupare?

Se la caduta supera i 100 capelli al giorno, si prolunga oltre le 8 settimane, interessa aree circoscritte del cuoio capelluto o si accompagna a prurito e infiammazione, è indicato rivolgersi a un dermatologo e tricologo per una valutazione.

Cosa mangiare per limitare la caduta dei capelli in autunno?

Una dieta ricca di ferro, zinco, vitamine del gruppo B e proteine è utile per supportare la salute del capello. Noci, semi, verdure a foglia verde e legumi forniscono i nutrienti più importanti per i follicoli piliferi.

Qual è la differenza tra effluvio stagionale e alopecia?

L’effluvio stagionale è temporaneo, interessa uniformemente tutta la superficie del cuoio capelluto e si risolve spontaneamente. L’alopecia – nelle sue forme androgenetica e areata – è una condizione patologica che interessa aree particolari della testa; richiede diagnosi e trattamento specialistico.

Pensiamo che questo articolo faccia al caso tuo

Caduta dei capelli: le cause, i sintomi e i rimedi

La caduta dei capelli è un problema molto diffuso, soprattutto tra gli uomini. Analizziamo le cause, i sintomi e i possibili rimedi.

L’impegno di InSalute per un’informazione chiara e affidabile

InSalute è il blog di UniSalute, compagnia del Gruppo Unipol, leader nella sanità integrativa. Racconta salute, prevenzione e benessere con un approccio chiaro, accessibile e fondato su fonti autorevoli e risponde ai bisogni reali. UniSalute si avvale inoltre di un Comitato Medico Scientifico multidisciplinare, organo consultivo dedicato alla ricerca e all’informazione scientifica.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenti sul post

    Nessun commento