donna che mangia insalata

L’alimentazione degli italiani dopo due anni di pandemia: abitudini più sane, ma continuano i problemi con la bilancia

Bologna, 23 novembre 2021
Gli ultimi anni, anche a causa della pandemia e dei lockdown, hanno sicuramente rappresentato un momento di cambiamento per tanti aspetti della vita quotidiana, tra i quali anche le abitudini a tavola. Il 51% degli italiani, infatti, dichiara di aver modificato il proprio stile alimentare negli ultimi dodici mesi; e se per il 12% la nuova dieta risulta essere meno sana ed equilibrata, per il 40% si è trattato di un miglioramento delle proprie abitudini alimentari. Lo rileva l’Osservatorio Sanità di UniSalute1 realizzato con Nomisma, per indagare le abitudini degli italiani in ambito di salute e prevenzione.
Ma come è cambiato l’approccio degli italiani nei confronti del cibo nell’ultimo anno? Uno su due (49%) afferma di prestare maggiore attenzione alla qualità del cibo che mangia. Nello specifico molti puntano su alimenti più sani: il 53% degli italiani dichiara infatti di aver iniziato a mangiare più ortaggi con l’inizio della pandemia. In generale, forse grazie anche alla diffusione dello smart-working e di stili di vita meno frenetici, gli italiani hanno potuto mangiare in maniera più regolare: non è un caso che il 49% dichiari di avere sfruttato l’ultimo anno per migliorare la propria organizzazione dei pasti,
permettendosi una pausa pranzo a casa rinunciando invece a panini o qualcosa di veloce (e calorico) proprio dei giorni passati in ufficio.
L’attenzione al cibo è strettamente correlata al benessere, e gli italiani lo sanno bene visto che il 37% vede nel controllo dell’alimentazione un modo per mantenersi in salute. Al mangiar sano quattro italiani su cinque (79%) collegano la possibilità di curare o prevenire problemi di peso, mentre una percentuale simile (77%) vede nelle abitudini a tavola validi strumenti per tenere sotto controllo i valori del sangue (come i trigliceridi e il colesterolo). Oltre un italiano su due (58%) sta attento a cosa mette nel piatto per evitare di avere problemi di diabete, mentre il 66% conta di poter prevenire problemi cardiaci e di circolazione attraverso la dieta. Italiani più in forma e con meno problemi di peso quindi? Purtroppo non tutti. Nonostante nuove abitudini alimentari più virtuose, persistono gli ormai noti problemi con la bilancia: un italiano su quattro (23%), infatti, dichiara di essere ingrassato rispetto al periodo precedente al lockdown, un aumento di peso che si è attestato, mediamente, intorno ai 6 chili. Se infatti il lockdown ha portato gli italiani a riflettere sulla propria dieta, è anche vero che ha di fatto impedito a molti di praticare attività motoria e sportiva con continuità. Come è emerso
in una precedente indagine dell’Osservatorio, durante il lockdown è cresciuta la quota di italiani inattiva dal punto di vista motorio, essendo passata dal 25% pre-pandemia, all’attuale 30%. Un dato, questo, che sicuramente ha impattato sulla “linea” di molti italiani, che dovranno impegnarsi per trovare il giusto equilibrio tra movimento e cura dell’alimentazione, per uscire da questo periodo complicato in uno stato di forma ottimale.

UniSalute
UniSalute è la prima assicurazione sanitaria in Italia per numero di clienti gestiti. Si prende cura ogni giorno della salute di oltre 10 milioni di persone provenienti dalle più grandi aziende italiane, dai Fondi sanitari di categoria e dalle Casse professionali. È l’unica compagnia in Italia che si dedica da oltre 25 anni esclusivamente alla protezione della salute e offre piani sanitari personalizzati e integrati con un’ampia gamma di servizi per rispondere nel modo più efficace ai diversi bisogni di protezione per le aziende di ogni dimensione e tipo. Inoltre, per prima in Italia, ha sviluppato una gamma di polizze individuali acquistabili online. Garantisce ai propri assistiti l’accesso in tempi rapidi alle migliori strutture sanitarie in Italia e all’estero tra cui ospedali, case di cura, poliambulatori, centri diagnostici e fisioterapici, studi odontoiatrici e di psicoterapia, operatori socio assistenziali anche a domicilio. Nel 2016 UniSalute ha fondato UniSalute Servizi di cui fa parte il marchio SiSalute, per la gestione e la commercializzazione di servizi sanitari non assicurativi per rispondere alle nuove esigenze di welfare aziendale e per offrire nuovi strumenti di protezione della salute accessibili anche dai singoli individui. A conferma degli elevati standard nella gestione del servizio per clienti e partner, UniSalute ha ottenuto la Certificazione UNI EN ISO 9001:2015. Fondata dal Gruppo Unipol nel 1995, è l’operatore di riferimento nel mercato della sanità integrativa italiana.

www.unisalute.it

 

 

 

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Indagine CAWI condotta dall’istituto di ricerca Nomisma nel 2021 su di un campione rappresentativo della popolazione italiana per quote
d’età (18-65 anni), sesso ed area geografica.

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