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cosa mangiare con i diverticoli

Cosa mangiare con i diverticoli: la dieta consigliata

Con l’aumentare dell’età, purtroppo, spesso aumentano anche i fastidi con cui il corpo deve fare i conti. Tra questi, ci sono i diverticoli, che interessano almeno il 10% della popolazione dopo i 40 anni e oltre la metà degli individui over 60. Una condizione quindi piuttosto comune e, nella maggior parte dei casi, asintomatica, che riguarda la formazione di piccole “cavità” a forma di sacchetto in più punti lungo la parete dell’apparato digerente, in particolare del colon. Di per sé, non rappresentano una vera e propria patologia, quanto piuttosto un’alterazione anatomica.

In caso di infiammazione, tuttavia, si può trasformare in diverticolite, che si manifesta con dolore addominale, febbre e perfino sanguinamento intestinale.

È un disagio da non sottovalutare, che può essere tenuto sotto controllo soprattutto grazie a un buono stile di vita e a una dieta corretta: in quest’articolo, scopriamo allora cosa mangiare con i diverticoli per prevenirli.

Diverticolosi e diverticolite: quali differenze?

Innanzitutto, occorre distinguere tra diverticolosi e diverticolite. Con la prima, s’intente la semplice presenza dei diverticoli nell’apparato intestinale di un paziente, non associati però a infiammazioni o ad altri sintomi. 

Nel secondo caso, invece, si vuole indicare una condizione più rara, che si stima colpisca circa il 2-3% di chi è interessato da diverticolosi: si tratta dell’infiammazione dei diverticoli, con conseguente manifestazione di sintomi più o meno dolorosi.

Diverticoli e diverticolite: di cosa si tratta? 

I diverticoli sono delle estroflessioni: una sorta di minuscoli sacchetti della mucosa intestinale, che si presentano sotto forma di prominenze arrotondate, interessando soprattutto il sigma e il tratto discendente del colon. Di dimensioni variabili, possono presentarsi singoli, oppure, molto più spesso, multipli. Come abbiamo detto, raramente compaiono prima dei 40 anni, mentre colpiscono con più frequenza dopo i 60 anni, senza grosse distinzioni di sesso. 

È importante sottolineare come la presenza dei diverticoli all’interno dell’intestino, nella maggior parte dei casi, non dia alcun sintomo: infatti, pare che nell’80% dei casi la scoperta avvenga casualmente, attraverso esami e controlli radiologici o endoscopici eseguiti per altre ragioni. 

Diverticolite: cos’è e quali sono i sintomi

dolore fianco

Come abbiamo visto, nel momento in cui i diverticoli si infiammano, parliamo di diverticolite: può accadere che, per un lungo tempo, all’interno di queste piccole ernie ristagni del materiale fecale; ciò comporta un’alterazione della flora batterica, che causa un aumento significativo della concentrazione di alcuni batteri, responsabili del processo infiammatorio. 

Ma come si manifesta la diverticolite? Il paziente lamenta un dolore piuttosto acuto nei quadranti inferiori, soprattutto a sinistra, zona in cui i diverticoli sono maggiormente presenti: per questa ragione, è conosciuta anche come “appendicite al fianco sinistro”.

I sintomi sono:

  • dolore addominale
  • gonfiore addominale
  • dolore associato a stipsi/diarrea
  • meteorismo
  • riduzione dell’appetito
  • nausea
  • sanguinamento rettale (nei casi più gravi).

Fondamentale è segnalare che la sindrome da colon irritabile può manifestarsi con sintomi simili, per questo e quindi i due disturbi possono essere confusi; tuttavia, in genere, per questa seconda condizione non sono presenti febbre, nausea e vomito.

Quali sono le cause dei diverticoli?

Una delle principali cause dei diverticoli è un’alterazione della motilità intestinale, associata in particolare all’invecchiamento. Infatti, con l’avanzare dell’età, il colon perde progressivamente la sua elasticità e si indebolisce: questo comporta un aumento della pressione interna che, durante l’espulsione delle feci, determina una fuoriuscita della mucosa nei punti in cui lo strato muscolare dell’intestino è meno resistente, tendendo a cedere. Un’altra possibile causa sono senz’altro le abitudini alimentari “sbagliate”: un consumo eccessivo di cibi raffinati, a discapito di un minore consumo di alimenti ricchi di fibre, può rallentare il transito intestinale e favorire lo sviluppo dei diverticoli.

Cosa mangiare per prevenire i diverticoli e la loro infiammazione

Purtroppo, una volta comparsi, i diverticoli non regrediscono: in questo caso, quindi, è importante rivolgersi al proprio medico, che saprà indicarvi la terapia più adatta e anche il tipo di alimentazione. Infatti, gli esperti sottolineano come la dieta incida fortemente sul loro sviluppo. Ecco perché, dunque, per prevenire la diverticolosi – ma anche per evitare l’infiammazione di diverticoli già presenti – e quindi l’insorgenza di diverticolite – alcuni alimenti sono più indicati di altri. L’obiettivo, infatti, è di agevolare una corretta funzionalità intestinale. 

Ma quali sono i consigli degli esperti? Vediamoli insieme.

  • Più fibre: è necessario aumentare l’apporto giornaliero di fibre nella dieta, che dovrebbe ammontare a circa 30-40 grammi;
  • bere molti liquidi: si consiglia di bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno; soprattutto perché se non si assumono abbastanza liquidi, le fibre possono creare costipazione;
  • ridurre i grassi: in particolare, quelli di origine animale e tutti gli alimenti e le bevande troppo zuccherine;
  • cucinare magro: evitare l’aggiunta di grassi, privilegiando le cotture più leggere, come quelle al vapore, al forno, alla griglia o alla piastra, con la pentola a pressione o in padella antiaderente. Si sconsiglia la frittura.

Gli alimenti consigliati

Dieta per colon irritabile

Oltre ai consigli e alle raccomandazioni, vediamo nello specifico quali sono gli alimenti consigliati per prevenire la diverticolosi.

  • Verdura: andrebbe consumata due volte al giorno, di cui almeno una volta cruda e variandola il più possibile. Le verdure più indicate sono quelle più ricche di fibra, come agretti, asparagi, sedano, cavolfiori, funghi, broccoli, melanzane, cicoria, cavoli, patate, indivia e legumi. Altre, invece, aiutano ad aumentare il volume delle fibre perché trattengono più acqua, come lattuga, radicchio, sedano e carote, zucchine e cipolle. Sono indicati anche i centrifugati di verdure
  • Frutta: è preferibile mangiarla cruda, lontano dai pasti e con la buccia; ma è consigliata anche la consumazione cotta e sotto forma di centrifuga filtrata. I frutti da prediligere sono: prugne, mele, mele cotogne, pere, albicocche, mandarini, arance e frutta secca.
  • Cereali: andrebbero alternati i cereali raffinati (pasta, pane, riso) con quelli integrali.

Quali cibi consumare con moderazione e quali evitare?

Ci sono alcuni alimenti che, pur contenendo molta fibra, sarebbe preferibile consumare in quantità ridotte, perché contengono dei semi, che potrebbero fermarsi nei diverticoli e infiammarli, come:

  • fragole
  • kiwi
  • pomodori
  • cetrioli
  • uva
  • fichi
  • lamponi
  • pane con semi di sesamo.

Inoltre, anche le verdure con fibre molto dure e filamentose sarebbero da assumere con estrema moderazione, come finocchi, carciofi, fagiolini.

Da evitare o comunque limitare fortemente sono, invece, tutti quegli alimenti che rischiano di provocare un’irritazione dell’intestino, come:

  • spezie piccanti, come pepe, peperoncino, curry;
  • cacao;
  • insaccati e salumi;
  • carne rossa;
  • bibite ricche di fruttosio o gassate;
  • alcolici e superalcolici;
  • latte
  • tè e caffè (meglio se deteinato e decaffeinato).

Dieta diverticolite: cosa mangiare durante l’infiammazione?

riso in bianco

In caso di diverticolite, è necessario cambiare il proprio regime alimentare e seguire una dieta liquida o semiliquida, a basso contenuto di fibre.

In seguito, quando l’episodio infiammatorio sarà migliorato, si passerà a una dieta a basso residuo e leggera:

  • pasta di piccolo formato, riso, crema di riso, pane tostato e /o fette biscottate
  • brodi di carne sgrassati o vegetali filtrati
  • carni magre e poco fibrose, preferibilmente tritate o sminuzzate per essere più facilmente digeribili. 

Latte e latticini vanno assunti in quantità ridotte, o ancora meglio, evitati temporaneamente per poi essere reintrodotti gradualmente dopo alcune settimane dalla remissione dei sintomi. Invece, frutta e verdura sono da evitare assolutamente (al massimo, sono ammessi succhi di frutta o spremute filtrate). 

Tuttavia, è bene specificare che si tratta di misure drastiche che vanno mantenute solo per periodi limitati di tempo, e di conseguenza, portate avanti sotto controllo medico, fino a quando la situazione non sarà migliorata. Gli esperti raccomandano, quindi, di rivolgersi al proprio medico curante per effettuare la corretta diagnosi e indicare la migliore terapia. 

In generale, però, anche per chi non soffre di diverticolosi, è sempre importante garantire una buona motilità intestinale, così da prevenire l’insorgenza di altri disturbi. Nella propria quotidianità, dunque, si consiglia di portare avanti uno stile di vita sano ed equilibrato, attraverso il movimento costante e un’alimentazione bilanciata, ricca di fibre e ben idratata

Come abbiamo visto, la prevenzione è la migliore cura. Quindi, per chi desidera monitorare il proprio stato di salute e migliorare lo stile di vita con un programma personalizzato e consulenze mediche private, può essere utile stipulare una polizza sanitaria ad hoc, come ProtezioneFamiglia di UniSalute, che garantisce l’assistenza di un team di specialisti a disposizione a tariffe convenienti.

Conoscevate i diverticoli e la diverticolite?

 

Fonti:

fondazioneveronesi.it

sanitainformazione.it

issalute.it

Alessia Rossi
Emiliana Doc, si occupa di scrittura in ambito comunicativo ed editoriale. Per il blog InSalute scrive articoli sul tema della prevenzione e il controllo della salute.

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